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Il labile confine tra la qualità della materia prima e il coraggio, spesso assente in Italia. La questione “giovani” resta d’attualità, ispira fantomatiche riforme, scuote le società di serie A, ormai d’accordo sulla possibilità di inserire le squadre B in campionati minori e di riformare il torneo primavera, troppo poco competitivo per i nostri under. Nel frattempo il problema resta e si palesa in tutta la sua gravità. I dati raccolti da “Repubblica”, relativi al numero dei ragazzi impiegati in prima squadra, offrono un quadro tanto veritiero quanto preoccupante; hanno esordito quest’anno 32 under, di cui 14 italiani, pari al 44%. Un andamento in totale controtendenza rispetto alle medie europee. In Ligue 1, gli under 21 sono 67, in Bundesliga 61, nella Liga spagnola 36 e in Premier 33. Spagna, Inghilterra (e nel prossimo futuro anche l’Italia) sfruttano il meccanismo delle squadre B, ammesse fuori classifica nelle serie minori. Un sistema che garantisce la possibilità di non lasciare fuori dai giochi i ragazzi meno impiegati. Tantissimi giovani già rientrano nel giro delle rispettive nazionali: 44 per la Francia, 43 per la Germania, 19 per la Spagna e 16 per l’Inghilterra. L’Italia è ultima per under 21 totali e, in percentuale, per giovani in odore di azzurro.

Il minutaggio complessivo degli under 21 aumenta l’imbarazzo. La Germania comanda la classifica con 23 giovani nel giro dei titolari, di cui 16 tedeschi. La Ligue 1 ne ha 17, di cui 15 francesi, quasi il 90 per cento. L’Inghilterra 6, di cui 3 eleggibili. E l’Italia? Solo 8 giovani impiegati stabilmente, e 3 sono italiani. Una cifra irrisoria, se rapportata ai 542 calciatori totali impiegati quest’anno dai venti club iscritti al campionato di serie A. Primeggia il Milan, con Donnarumma e Romagnoli, segue il Verona con Gollini. Ha perso terreno Grassi, titolare in pianta stabile con l’Atalanta, prima di passare al Napoli mentre è stato impiegato con discreta continuità, Luca Pellegrini del Sassuolo, pur senza arrivare a un terzo dei minuti giocati in campionato dal club di appartenenza. Discorso più o meno simile per Pezzella, terzino sinistro del Palermo. Tendenza diversa all’estero, con le grandi in prima linea sulla promozione della linea verde. Il calciatore sotto i 21 anni col maggior numero di presenze è il terzino sinistro dell’Arsenal, lo spagnolo Bellerin, primo con 3000 minuti giocati. Poco dietro, altre giovani star della Premier e della Bundesliga, come Alli, Martial, Tah e Christensen. In Francia è esploso il diciottenne Dembelè, autore di dodici gol. In Italia, tra gli “stranieri” under, figurano Donsah e Diawara del Bologna. Poi il vuoto.

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