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Valeron

Lascia il calcio Juan Carlos Valeron, uno dei migliori trequartisti dei primi anni Duemila

C’è chi a quarant’anni suonati emigra verso altri lidi ed altri continenti per predicare e profetizzare la propria idea di calcio. C’è anche chi, però, preferisce rimanere nella terra natia, quella terra che lo ha visto crescere e diventare un campione. L’età non conta, conta la voglia. I soldi non contano, conta la passione. Conta lo spirito che ti guida e che ti spinge a scendere sempre in campo per dare il massimo e dimostrare a tutti che sei ancora il migliore. E’ il caso di Juan Carlos Valeron, premiato ieri per le sue 400 partite in Liga, una leggenda del calcio spagnolo che non ha mai abbandonato la sua terra. Una vita passata sui campi di calcio di tutta la Spagna tra Las Palmas, Atletico Madrid, Deportivo e, di nuovo, Las Palmas. Non c’è appassionato di calcio che nella penisola iberica non conosca il suo modo di giocare: ritmo molto, forse troppo, blando, ma una visione di gioco, un dribbling ed una semplicità nel giocare il pallone come pochi al mondo. Un centrocampista in grado di far girare qualsiasi attacco, uno di quelli che ti tornerebbe utile ovunque. Il suo stile di gioco poco aggressivo e molto statico forse lo ha tenuto un po’ in ombra in tutti questi anni, ma nessuno dei tifosi delle squadre in cui ha giocato si è scordato di lui.  Un giocatore che vive in quella zona di campo un po’ nascosta, tra la centrocampo ed attacco e che riesce ad illuminare la sua squadra con tocchi sublimi.

Valeron è stato riconosciuto come uno dei migliori talenti spagnoli degli ultimi vent’anni. Un campione vero. Per calciatori di questo calibro però di solito siamo abituati a parlare di una bacheca piena di trofei. Non è questo il caso. Valeron, infatti, non è mai riuscito a mettere le mani sulla Liga. Di titolo ne ha conquistato solo uno, ed è quello della Seconda divisione, vinto a 37 insieme al suo amato Deportivo, che non è stato capace di abbandonare nemmeno nel periodo più buio. Un club al quale lo spagnolo è molto riconoscente e che gli ha consentito di vincere i suoi unici trofei: una Coppa di Spagna, due Supercoppe e una Coppa Intertoto. Oggi non c’è più tempo per vincere, oggi siamo ai titoli di coda. Valeron giocherà la sua ultima partita all’età di quarant’anni nello stadio che venti anni fa lo lanciava nel grande calcio. Una vera storia romantica, una storia d’altri tempi, una storia di riconoscenza e rispetto verso un campione degno di questo nome. Oggi la Spagna saluterà il suo “Mago”.

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