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Frosinone

Il Frosinone ci insegna che anche la sconfitta può essere da favola, che per amore vero il risultato è semplicemente qualcosa di secondario, che nella vita si può essere sempre da serie A

SPERANZA – Ieri è arrivata una delle prime domeniche calde, quelle di mezzo tra la primavera e l’estate che difficilmente si può a collocare in uno standard abitudinario. La serie A, da diverse stagioni ormai, di questi tempi ha molto poco da raccontare. Anche quest’anno i cannibali bianconeri hanno fagocitati titoli e sogni di tutte le altre, che magari chiuderanno tra record di punti e grandi rimonte, ma anche con l’amaro in bocca di aver sprecato un’occasione, l’ennesima. Nel periodo dei verdetti, quelli più temuti per chi è costretto a lottare nelle paludi della bassa classifica, il campionato italiano ci regala un momento del tutto speciale, che forse avrà riconciliato qualcuno con questo sport e forse con una fetta, seppur minima, di questo Paese. Forse in altre parti del mondo non avrebbe fatto tanto notizia ma, con i tempi che corrono da queste parti, ce la teniamo ben stretta per qualche momento buio, che sicuramente non tarderà.

IL SOLE DEL MATUSA – Le lezioni più significative, quello che segnano e restano dentro, la maggior parte dei casi arrivano nel momento della sconfitta ma, chi ha visto ieri cosa è accaduto a Frosinone, non potrebbe non parlare di vittoria. Al di là dei tre punti, di un piazzamento importante o una salvezza, il Frosinone e il suo pubblico ieri ha dimostrato che si può perdere in un campo ma trionfare in tutti gli altri. L’affetto, gli striscioni, le lacrime finanche ai raggi di sole che ieri illuminavo il Matusa non dovranno mai essere dimenticati. Dopo due anni di vittorie sul campo, che avevano portato la squadra dalla C alla A, il Frosinone ha perso la massima serie per una stagione ma l’ha guadagnata per sempre. Stellone e Stirpe, insieme a tutti gli altri, hanno costruito un grande capolavoro, che ancora avrà tanto da raccontare, ne siamo certi.

ISPIRAZIONE – E se il Frosinone aveva già ispirato Calcutta che, in fuga dalle responsabilità e dall’amore, si ritrovava i frusinati in serie A, sarebbe anche arrivato il momento che le altre piazze, “grandi” per definizione, e tutti noi  imparassimo da questa splendida provincia.  Che ci può essere onore e decoro anche nella sconfitta, che l’amore libero e sincero va al di là dei risultati del campo e dalle aspettative, che le favole non esistono solo all’estero che, anche se solo per uno anno, il Frosinone sarà per sempre da serie A.

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