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Christian Puggioni
Christian Puggioni ai tempi del Chievo Verona, con il quale ha stabilito il record di imbattibilità nella massima serie
Christian Puggioni
Christian Puggioni

Scontro frontale tra Christian Puggioni e Damiano Tommasi. In ballo c’è la presidenza dell’AIC, Associazione Italiana Calciatori. L’ex consigliere dell’Assocalciatori, insieme ad altri colleghi, ha messo in dubbio la riconferma dell’ex centrocampista della Roma nelle elezioni che si stanno tenendo al momento nella Capitale, opzione questa paventata in tutti gli ambienti calcistici nostrani e non vista di buon grado da alcuni addetti ai lavori.

PUGGIONI AL CORRIERE Nel numero odierno del Corriere della Sera troviamo l’intervista al diretto interessato che spiega le dinamiche e i perché della sua posizione:

Puggioni, che succede?
Ho sentito personalmente l’80% dei delegati, dalla serie A alla Lega Pro. Il malumore è forte. Nell’Aic non vengono prese decisioni di comune accordo, non c’è alcuna democrazia e non si fa più sindacato.

La gente al bar fatica ad associare i calciatori alle attività sindacali. La verità dove sta?
Con queste normative e con questo tipo di restrizioni, forse la gente al bar ha molte più tutele di un ragazzo di Lega Pro.

C’è una spaccatura tra ricchi e poveri nell’Aic?
Assolutamente no. Lo scontento dei ragazzi di Lega Pro non è verso i colleghi di A, ma è verso chi dovrebbe difenderli e decidere con loro.

Adesso si parla di seconde squadre: sarebbe una vittoria per l’Aic?
Se le seconde squadre vengono inserite dentro il format di 60 squadre di Lega Pro, non direi proprio.

Quanto è largo lo scontento secondo lei?
Almeno di 60-70 squadre. Sono in tanti a poter dire: ho avuto dei problemi e l’Aic non mi ha aiutato. Questo non deve più succedere. E servono corsi di formazione: nei settori giovanili imperversano i procuratori e non c’è il sindacato.

Lei cosa dice ai suoi colleghi?
Attraverso gli studi di giurisprudenza e quello che ho fatto in questi anni credo di avere una preparazione che può essere di aiuto. Tutte le esperienze possono essere importanti per un miglioramento. Basta averne la coscienza e non continuare con un atteggiamento ostruzionistico e dittatoriale.

Tommasi potrebbe vincere comunque, non crede?
Se sarà così, sarà per un’alleanza politica. Non per volere del calcio giocato: i numeri non sono a suo favore. E chi fa il presidente ed è screditato da una parte così ampia, non può essere contento.

Intende che dovrebbe dimettersi?
Comunque vada l’Aic non uscirà vincitrice. Ma saranno vincitori i calciatori, che si sono risvegliati. E forse solo ora capiscono che coi numeri possono raggiungere qualsiasi obiettivo. (fonte Corriere della Sera)

Stefano Mastini

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