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Harry Potter
Harry Potter (foto: pagina Facebook ufficiale Harry Potter)
Harry Potter
Harry Potter (foto: pagina Facebook ufficiale Harry Potter)

Tra il 1997 e il 2007 a suon di libri, ben sette, e poi dal 2001 al 2011 attraverso l’auratica magia delle sale cinematografiche si è concretizzato il mito del maghetto teenager più famoso della storia: Harry Potter. Il ragazzino cresciuto studiando incantesimi di ogni genere tra le mura della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, è nato dalla brillante penna della scrittrice Joanne Rowling, nota con lo pseudonimo di J. K. Rowling. Harry Potter ha conquistato nel corso degli anni un successo planetario, dapprima tramite la serie di libri, per poi rendere le fantastiche avventure del mago britannico ancora più vive e spettacolari con le trasposizioni cinematografiche che hanno ovviamente esaltato ancor di più il successo della saga. Harry Potter però, come riporta ‘laStampa.it’, non è stato solamente un giovane mago di Hogwarts, bensì anche un calciatore vissuto tra fine 1800 ed inizio 1900.

HARRY IL BABBANO – Nella serie ideata dalla Rowling, le persone comuni non dotate di poteri magici sono etichettate ‘babbani’, ed è proprio così che potremmo definire l’Harry Potter reale che ha dato il suo piccolo contributo al mondo del calcio. L’Harry Potter in questione è nato a Bradford il 24 novembre 1884 e ad inizio secolo indossava scarpini e pantaloncini per difendere i colori sociali del Bradford City, compagine della sua città con la quale nel 1906 riuscì anche a portare a casa la West Riding Cup. Così come il maghetto della Rowling, dunque anche l’Harry reale è stato un cittadino del Regno Unito con la chiara passione per uno sport, il calcio, a differenza del Quidditch, attività preferita nel Potter immaginario. L’Harry calciatore però ha lavorato anche come tintore tessile, fino al periodo della guerra quando come molti altri fu chiamato alle armi. Potter fu una della tantissime vittime della Grande Guerra: nell’agosto del 1917 il battaglione di cui faceva parte partì alla volta del Belgio per contrastare le forze austro-tedesche, ma l’ex calciatore del Bradford morì il 22 marzo 1918. Ma come può essere tornata alla luce una simile storia a distanza di tutti questi anni? Semplice, il suo nome oggi è impresso sul memoriale ai soldati dispersi del cimitero di Faubourg-d’Amiens (Francia), e la sua storia tramandata nel Bradford City FC Museum, il museo della società britannica che oggi milita in League One e che proprio l’anno scorso ha eliminato dalla FA Cup Chelsea e Sunderland.

Le analogie tra i due Harry Potter di certo non mancano ma in realtà la stessa Rowling non ha mai dichiarato di essersi ispirata a lui. Intanto però possiamo notare come oltre a nome, nazionalità e attitudine sportiva, anche i colori delle rispettive squadre si somiglino parecchio: sia per il Bradford che per la compagine di quiddicth del Grifondoro i colori dominanti sono il giallo e il rosso.

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