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Luca Toni, Hellas Verona-Juventus - Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona
Luca Toni, bomber dell'Hellas Verona - Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona
Luca Toni, Hellas Verona-Juventus - Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona
Luca Toni, bomber dell’Hellas Verona – Fonte Twitter account ufficiale Hellas Verona

Contro la Juventus si è chiusa la bella ed emozionante carriera di uno degli attaccanti italiani più forti degli ultimi anni, Luca Toni. Il centravanti del Verona ha deciso di dare il suo addio al calcio e nel match contro i bianconeri ha realizzato il suo ultimo gol in Serie A, un cucchiaio dal dischetto che supera Neto per il gol del momentaneo 1-0. L’attaccante ex Palermo, Fiorentina e Bayern Monaco nelle ultime ore ha parlato ai microfoni della Bild, rilasciando interessanti dichiarazioni al quotidiano tedesco: dall’esperienza a Monaco, alle incomprensioni con Van Gaal, alle amicizie nate nel mondo del calcio, concludendo con il suo futuro. Sono queste le parole di Luca Toni: “Se escludiamo il Mondiale, il momento più bello della mia carriera è la Bundesliga vinta col Bayern nel 2008. Quel campionato fu un divertimento pazzesco. Sono ancora emozionato quando penso a quei festeggiamenti”.

“Il Bayern rappresenta sicuramente il punto più alto della mia carriera e Monaco è una città incredibile, è la città tedesca più italiana che ci sia. Quando ci vado mi sento sempre a casa. Certo, c’è stato anche qualche problemino. Ho avuto delle incomprensioni con Van Gaal, per poco non venivamo alle mani. Il gol più importante della mia vita è senza dubbio il 2-0 all’Ucraina nei quarti di finale del Mondiale 2006. Emozionantissimo segnare in quella competizione. Gli amici veri che ho incontrato nel mondo del calcio? Dario Dainelli, Giampaolo Pazzini e naturalmente Franck Ribéry. Non rimpiango nulla nella mia carriera, rifarei le stesse scelte, altrimenti non sarei arrivato così lontano. Devo ringraziare papà Giancarlo, mamma Valeria e mio fratello Andrea, oltre a mia moglie Marta e i nostri piccoli, Bianca e Leonardo. Una cosa posso dirla, non farò l’allenatore: si invecchia troppo in fretta. Forse farò il Manager, ne parlerò presto col presidente del Verona. Sono in debito con questa città”.

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