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veron lazio

Una delle leggende della Lazio, elemento imprescindibile di quella squadra che a cavallo fra gli anni 90′ ed il nuovo millennio vinse quasi tutto, arrivando in prima posizione nel ranking mondiale per club: Juan Sebastian Veron torna a parlare del suo passato e del suo futuro in biancoceleste. Ai microfoni di radiosei la “Brujita”, capace di vincere 1 scudetto e 3 coppe in sole 2 stagioni, parla con il cuore in mano: “Nella mia carriera ho avuto tante partite difficili, ma sono sempre rimasto in campo. L’importante è riuscire comunque a dare una mano alla squadra. I ricordi alla Lazio sono tutti belli, anche nelle sconfitte. È stato il miglior momento della mia vita calcistica e lo è stato anche sotto il punto di vista sociale. Ho trovato una città e delle persone stupende che ti facevano vivere con grande serenità. Se dovessi pensare ad un momento preciso, direi il fischio finale a Perugia e la festa al Circo Massimo. Era qualcosa di eccezionale vedere tanti tifosi, ho provato qualcosa di simile solo qui all’Estudiantes”.

Poi dal passato si torna al presente, con una società lontana più che mai dai propri tifosi a differenza di quel che fece il patron Cragnotti: “Il rapporto con la squadra e con l’uomo (Cragnotti ndr) me lo porto ancora dietro. La società era vicina ai giocatori anche nei momenti più difficili. C’era un dialogo sincero e diretto”. L’atteggiamento e la figura di Lotito non sembrano invece esser graditi all’argentino: “Bisogna vedere l’attaccamento della dirigenza a questi colori. In una situazione del genere, farei un passo indietro. Lascerei il passo a qualcuno che possa portare delle novità e che permetta ai tifosi di sognare. Non serve solo dare sicurezza, la gente vuole avere anche grandi ambizioni. Se qualcun altro può permettere tutto ciò, mi farei da parte”.Poi su un possibile ritorno: “È un pensiero. Se c’è da dare una mano e muovere quei sentimenti oltre il denaro per permettere alla società di tornare tra le migliori, non mi tiro indietro. La Lazio attualmente vive di alti e bassi. Anche il Cholo Simeone ha manifestato la sua disponibilità, lo ha detto anche a me in privato. Abbiamo vissuto emozioni forti a Roma, ognuno di noi sarebbe disponibile per far tornare il sorriso ai tifosi”.

Infine il centrocampista sudamericano parla anche di Simone Inzaghi, suo compagno una quindicina d’anni fa ed ora sulla panchina della sua Lazio: “Ricordando Simone (Inzaghi, ndr) da giocatore, è difficile immaginarlo oggi come allenatore della Lazio. C’è stata un’evoluzione nella sua persona e nella sua professione. Questa panchina rappresenta un premio per lui, spero possa fare carriera. Non lo conosco in questo ruolo, ma se è lì è perché se lo merita”.