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Duvan Zapata, Udinese-Fiorentina - Fonte Twitter account ufficiale
Duvan Zapata, Udinese-Fiorentina - Fonte Twitter account ufficiale
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Duvan Zapata, Udinese-Fiorentina – Fonte Twitter account ufficiale

Grosso lo è sempre stato, ma quest’anno sta diventando anche grande. Sta crescendo Duvan Zapata, l’attaccante dell’Udinese che ha trovato in Friuli la sua dimensione. Tra gioie, cadute e risalite. Sempre con il Napoli ad osservare da lontano la crescita del colosso colombiano. Era il 20 luglio scorso quando l’attaccante classe ’91 lasciò Dimaro e il ritiro del nuovo Napoli di Sarri, valigie pronte e via verso una nuova realtà, Udine. Prestito biennale con diritto di riacquisto dopo un anno per il club di patron Pozzo. I primi sorrisi bianconeri arrivano nelle amichevoli estive, dove Duvan trova le prime reti, ma non parte certo con i gradi di titolare. Avanti a lui, nelle gerarchie dell’allora mister Colantuono, Thereau e l’eterno Di Natale. Così Zapata fa il suo esordio con la maglia dei friulani alla prima giornata di campionato, nella sorprendente vittoria dell’Udinese contro i bianconeri di Massimiliano Allegri allo Juventus Stadium. Per Duvan appena 24 minuti. Muso lungo e settimana di allenamento intensa, poi Colantuono decide di dargli una maglia da titolare nella partita successiva contro il Palermo. Buona prova per l’ex Napoli, ma arriva la sconfitta, così come nella settimana successiva contro la Lazio: nuovamente titolare Duvan, ma ecco arrivare il secondo scivolone dopo l’impresa di Torino.

L’Udinese sarà battuta per 4 volte di fila, ma Zapata inizia a segnare. Alla 4/a giornata di campionato contro l’Empoli arriva la sua prima rete in bianconero, poi contro il Milan nei 45 minuti da subentrato realizza prima un assist decisivo per il gol di Badu e poi fa gol contro i rossoneri, ma non riesce ad evitare la sconfitta finale per 2-3 al Friuli. Nella giornata successiva Zapata parte titolare nello schieramento dell’Udinese e per i friulani arriva la vittoria che mancava da diverse giornate: 1-2 in casa del Bologna e gol vincente del colombiano, che però si infortuna in modo abbastanza serio proprio nel momento del tiro sporco che porta in vantaggio i suoi. E’ l’inizio di un calvario che lo terrà lontano dai campi di gioco per diversi mesi. Zapata salta 11 partite di campionato, l’infortunio è più grave del previsto: strappo del muscolo femorale della coscia destra. L’ultima apparizione datata 27 settembre, Duvan si rivede il 6 gennaio, nei 7 minuti a lui concessi nella vittoria contro l’Atalanta. Rientro in campo, buone sensazioni e il colosso classe ’91 ci mette poco a tornare a fare ciò che gli si chiede: il gol.

Contro il Carpi entra al posto di Widmer e realizza di sinistro la rete che accorcia le distanze, ma che non eviterà la sconfitta ai friulani. Il minutaggio però si mantiene basso, il problema muscolare non è del tutto risolto e non si vuole rischiare una ricaduta. Zapata ritrova una maglia da titolare contro l’Empoli e va di nuovo in rete nell’1-1 del Castellani. Poi ancora scampoli di partita, una gara intera a scaldare la panchina contro il Frosinone e il gol che ritorna alla 30/a giornata: c’è De Canio ora in panchina, Duvan titolare e rete assicurata. Con il nuovo mister al timone, Zapata diventa titolare inamovibile e il colombiano si toglie anche la soddisfazione di vincere contro il suo Napoli al Friuli, realizzando inoltre l’assist per la seconda rete di Bruno Fernandes. Nelle ultime tre gare, fatta eccezione per la sfida contro il Torino alla quale non ha preso parte per squalifica, il colombiano è andato in rete due volte contro Fiorentina e Atalanta. E’ palese la crescita dell’attaccante classe ’91, ma soprattutto la maturità acquisita in un anno in cui ha vissuto momenti duri sia dal punto di vista personale che a livello di squadra: le difficoltà dell’Udinese, il cambio in panchina con l’allontanamento di Colantuono, i friulani per diverse settimane a rischio retrocessione e le vittorie che tardavano ad arrivare, oltre al lungo ed estenuante stop per l’infortunio al muscolo femorale.

Zapata, al contempo, è stato anche bravo a crearsi lo spazio che meritava e a vivere di certezze da lui stesso create grazie al lavoro e all’impegno: la gioia della titolarità trovata a più riprese, cosa che non accadeva a Napoli e che non sarebbe potuta accadere quest’anno con l’Higuain di questa stagione, la freddezza sotto porta, la fiducia di un nuovo allenatore e i gol che finalmente arrivano. Per Duvan le 8 reti realizzate sino ad ora sono il suo record personale da quando gioca in Italia: il colombiano era riuscito a segnare di più solo all’Estudiantes nella stagione 2012/13, con i 7 gol in 19 partite di Toreo Final e i 6 in 12 gare di Primera Division, per un totale di 13. In Serie A, invece, l’attaccante classe ’91 non era andato oltre le 6 reti in 21 partite nell’ultima stagione con la maglia del Napoli. Duvan non è più solamente la punta centrale dal fisico imponente che abbiamo visto nell’esperienza partenopea, ma un giocatore tutto nuovo: la differenza, ora, la fa la testa e la convinzione. La maturità. Idee chiare e precise, velocità di gioco e pensiero, fisico e tocco felino, movimenti veloci ad attaccare la porta e lesti nei tap-in vincenti, arma in più in questa sua stagione friulana. E poi le veloci folate offensive alle quali ci aveva già abituato in maglia azzurra. C’è da capire cosa gli riserverà il futuro: il prestito biennale all’Udinese potrebbe regalargli una nuova stagione in bianconero, ma si parla anche di altre opzioni per lui. Magari, però, Sarri potrebbe farci un pensierino dopo la bella stagione ad Udine e regalarsi così l’alternativa di gioco che con il colosso colombiano potrebbe sicuramente creare. E’ proprio vero, Zapata sta diventando grande

Zapata a tu per tu con Buffon (fonte: sscnapoli)
(fonte: sscnapoli)
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