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Oggi è il compleanno di Zdenek Zeman, tecnico assolutamente influente, in una maniera o nell’altra, per quanto concerne il calcio italiano.

Il mondo del calcio festeggia oggi una ricorrenza molto particolare: Zdenek Zeman, navigato tecnico boemo, compie infatti gli anni. Presente ormai da lustri nel calcio italiano, per il quale ha spesso portato avanti battaglie con grande onestà, Zeman è impossibile da ritenere indifferente: la sua è una figura che si può amare oppure odiare, ma che di certo non può lasciare spaesati.

Se come allenatore il tempo di Zemanlandia sembra ormai finito, per molti il tecnico resta ancora oggi un maestro di vita oltre che di sport, per via dei suoi valori applicati a questo splendido gioco. In particolare, nell’iconografia di Zeman, c’è un particolare racconto che è destinato a restare sempre nella storia. Una frase pronunciata dallo stesso Zeman, scolpita ormai nel cuore di molti :”I miei giocatori sanno che non c’è nulla di disonorevole nell’essere ultimi. Meglio ultimi che senza dignità. Loro sanno che non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri. Faccio questo mestiere da più di 30 anni, e mai i miei ragazzi mi hanno rimproverato di non essersi divertiti, oppure di non averli spremuti per bene ad ogni allenamento. Io prima di iniziare, faccio un patto con loro: ‘Voi date tutto per me, e io darò tutto per voi’. Molti giornali scrivono che alcuni giocatori mi odiano, per i miei metodi. Io posso dirvi benissimo il contrario. Molti giocatori, quando mi esonerano, oppure decido di andare via, mi ringraziano. Molto spesso li ho visti piangere e dirmi: ‘Grazie per quello che ci hai insegnato…Grazie di tutto Mister’. Mi ringraziano principalmente perché con me, da ragazzi, diventano uomini, e questa è la soddisfazione più bella”.

In questo pensiero è forse racchiuso tutto il percorso da allenatore di Zdenek Zeman. Una figura forse ingombrante ma di certo molto importante per le dinamiche del nostro calcio.

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