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mario gomez

Ottantasette gol con lo Stoccarda, centotredici col Bayern Monaco e appena quattordici, in quarantasette partite, con la Fiorentina. Italia tappa del declino per Mario Gomez, dato in fretta per finito per i guai fisici conosciuti in tutta la loro gravità in Toscana che gli hanno impedito di farsi apprezzare anche in Italia. Un biennio in rosso e la cessione in prestito, con un diritto di riscatto fissato a mille euro. Una cifra irrisoria che permetterà al Besiktas di acquistare il centravanti teutonico, tornato bomber in Turchia: quaranta partite, ventisette gol e sei assist, tanto per gradire. Con la compagine turca, ormai prossima alla conquista del titolo, Gomez ha recuperato il suo istinto da cecchino, improvvisamente smarrito con la maglia viola. Ed è tornato a lottare per il titolo, una soddisfazione non da poco per un calciatore da sempre abituato a lottare per il vertice. Un aspetto determinante per l’ex Bayern Monaco che, parlando del Besiktas, non ha risparmiato una stoccata alla Fiorentina, ancora proprietaria del cartellino del giocatore:

“Al Besiktas si punta sempre all’obiettivo più alto mentre la viola può solamente sognare di vincere un campionato o un titolo importante”. Dichiarazioni che non faranno la felicità della dirigenza gigliata e degli stessi tifosi che in Gomez avevano riposto fondate speranze di vittoria, poi cancellate dallo scarso rendimento dell’attaccante tedesco, condizionato anche dagli infortuni patiti nei due anni trascorsi a Firenze. Il rapporto, già compromesso, rischia di chiudersi definitivamente in seguito alle improvvide dichiarazioni di Gomez che, incalzato dai cronisti turchi, ha continuato a parlare della sua precedente esperienza italiana: “Con la Fiorentina pativo la mancanza di stimoli perché non si lottava per lo scudetto. Qui sono felice nonostante, rispetto alla Serie A, il livello generale sia meno competitivo”. Dichiarazioni più amare dei mille euro che la Fiorentina incasserà dal Besiktas per il riscatto dell’intero cartellino del calciatore.

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