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Da quando il 14 gennaio 2016 Luciano Spalletti è tornato a sedere sulla panchina della Roma, i giallorossi sotto la sua guida hanno cambiato totalmente passo con 13 vittorie, 4 pareggi ed una sola sconfitta peraltro contro la Juventus in 18 gare di Serie A. L’avvento di Spalletti nella capitale è stato determinate per la risalita di una Roma scarica soprattutto mentalmente nell’ultimo periodo di Garcia ed ora ad un turno dalla fine è a soli due punti di distacco dal Napoli secondo e con una qualificazione almeno nei preliminari di Champions già ampiamente acquisita. Vincere in casa del Milan e sperare in un contemporaneo passo falso del Napoli: questa è la speranza dei giallorossi, che seguendo questo quadro finirebbero addirittura secondo ottenendo la qualificazione diretta ai gironi di CL. Spalletti però tra il 2005 e il 2009 aveva già vissuto un’importante avventura romana, culminata con due Coppe Italia e una Supercoppa strappata all’Inter schiacciasassi del post-Calciopoli. La prima Roma di Spalletti metteva comunque in luce un gioco spettacolare, innovativo e coinvolgente che allietava il pubblico dell’Olimpico. Tra i protagonisti dello Spalletti romano 1.0 c’era anche un certo Alessandro Faiolhe Amantino noto semplicemente come Amantino Mancini. L’esterno brasiliano ha infatti mosso i primi passi italiani proprio sotto la guida del tecnico toscano. Intervistato da Sky Sport al Foro Italico, Mancini, che al momento è in vacanza nella capitale, ha parlato della sua vita attuale ripercorrendo alcune tappe della sua carriera: “E’ stato un periodo veramente difficile. Ho giocato fino ad un mese fa, adesso vediamo, sono qui a Roma per questa vacanza, vediamo. Sono stato in visita a Trigoria ed è stato un piacere ritrovare Spalletti, De Rossi, Totti, è stata una piacevole mattinata. Totti è Roma, è il simbolo di Roma, è stato un piacere giocare con lui, lui in campo fa tanta differenza, speriamo che possa continuare da giocatore”.

ROMA E MILANO – Mancini ha poi proseguito tornando sul goal di tacco nel derby, senza dimenticare le sue esperienze milanesi: “E’ stato un gol fantastico, il mio primo gol in Italia, nel derby, contro la Lazio, è stato un gol meraviglioso, rimane nella memoria di tutti i romanisti, è stato veramente meraviglioso. Milano? Primo anno bene con l’Inter, sono riuscito a giocare, giocavo ala sinistra nel 4-3-3 con Mourinho. Nel secondo è stato cambiato il modulo e non sono riuscito più a giocare e non sono riuscito ad esprimere il mio meglio. Però capita, la vita continua. Poi Roma e Milano sono due città molto diverse, Milano è troppo fredda, Roma è più calda, l’ambiente è più caldo e stavo molto meglio qui. Però ringrazio l’Inter, è stata una grande società per me, ho vinto tante cose importanti, al Milan poi sono stato solo sei mesi però ho avuto tanti infortuni, per me non è stato bello, ma non mi pento. Ma sono veramente grato all’Italia e a tutte le squadre con le quali ho giocato. L’Italia per me è una seconda casa, ho bei ricordi”.

SPALLETTI – Mancini infine elogia il lavoro di Spalletti: “Al di là degli allenamenti e che lui è un allenatore che capisce di calcio, lui è umano, è stata una cosa importante in quel periodo. Lui è stato come un papà per me, lui ti aiuta nei momenti difficili. Se fosse arrivato prima alla Roma avrebbero potuto anche vincere lo scudetto. E’ uno che capisce di calcio, che fa gli schemi, che sfrutta il meglio dei giocatori, questo è il punto positivo di Luciano, lui è il numero uno per me”.

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