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Mati Fernandez - Fonte Violachannel
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Mati Fernandez – Fonte Violachannel

Mati Fernandez è, secondo statistiche, uno dei migliori interpreti dei passaggi in Serie A. Eppure, quest’anno ha collezionato ben poche presenze rispetto al passato.

Sin dall’approdo di Vincenzo Montella sulla panchina viola, la Fiorentina ha cercato costantemente di dare un impronta di bel gioco alla sua manovra. Non a caso, molto spesso, la squadra toscana è stata additata come il Barcellona italiano per via del tiki taka spesso portato all’estremo, specie nelle prime stagioni. In un contesto del genere moltissimi sono stati i giocatori che si sono affermati in maniera positiva. Tra questi, forse Mati Fernandez è il più “sfortunato” nella fortuna: non di certo titolare inamovibile, nel corso degli anni ha però palesato prestazioni di assoluto livello.

Anche quest’anno, pur giocando poco rispetto alle scorse stagioni, Fernandez è stato in grado di donare un apporto davvero intrigante al gioco di Paulo Sousa, con le sue indubbie qualità di palleggio. Come specificato da Opta, infatti, Fernandez è al centro di una statistica davvero interessante che riguarda i passaggi riusciti: il trequartista cileno possiede la miglior percentuale di passaggi portati a termine tenendo conto dei giocatori che hanno superato i 500 tocchi verso compagni di squadra. Una percentuale, peraltro, altissima: Fernandez domina tutti con un clamoroso 91,2% che sottolinea le sue grandi qualità tecniche e la visione di gioco sicuramente superiore alla media.

Sembra strano, quindi, che un giocatore con numeri così elevati trovi meno spazio del solito in una squadra che fa del possesso palla la sua arma principale, insieme ad un gioco a tratti veloce e raramente ripetitivo. Le occasioni per rifarsi e trovare maggiore continuità ci saranno: proprio quest’inverno Fernandez ha rinnovato il suo contratto con la Fiorentina per altri due anni, dunque fino al 2018. Le 23 presenze di quest’anno in tutte le competizioni rappresentano il record negativo delle sue stagioni a Firenze ma, con un’incidenza così elevata, sembra solo questione di tempo prima che il vincitore della Copa America 2015 con il Cile possa riprendersi ciò che i numeri gli consegnano di diritto: la titolarità.

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