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Miralem Pjanic, Roma - Fonte Twitter ufficiale AS Roma
Miralem Pjanic, Roma - Fonte Twitter ufficiale AS Roma
Miralem Pjanic, Roma - Fonte Twitter ufficiale AS Roma
Miralem Pjanic, Roma – Fonte Twitter ufficiale AS Roma

Miralem Pjanic e la Roma in un’annata a metà. Dalle ottime prestazioni di inizio stagione fino al momento di appannamento coinciso con la crisi tecnica e di risultati culminata con l’addio di Rudi Garcia. Il regista bosniaco ha ritrovato la sua dimensione sotto la guida di Luciano Spalletti, non si placano però le sirene di calciomercato che lo vorrebbero lontano dalla Capitale nel prossimo futuro. A spiegare bene la situazione ci pensa lo stesso giocatore giallorosso, sulla tv ufficiale della Roma da Trigoria: “Amo questa città e questa società e spero un giorno di riuscire a vincere dei titoli qui. Se penso di rimanere? Nel calcio non sai mai dove si finisce, dove vai l’anno prossimo. Ho un contratto di due anni e sto molto bene qui”

PJANIC E ROMA Dalle parole dell’ex Lione emerge anche un deciso senso di appartenenza e vicinanza alla città e ai tifosi: “Nella scelta di un trasferimento è importante l’opinione della famiglia, è una scelta che si prende sempre assieme, è stato così anche quando sono venuto a Roma – spiega il bosniaco – Qui mi trovo meglio rispetto ad altre squadre in cui sono stato. Gioco con molto piacere in questa squadra, siamo tornati ad alti livelli. Mi diverto con la squadra e con gli amici sul campo. Mi piace molto il clima, c’è spesso il sole. Abbiamo tutti la fortuna di vivere in una città come questa”. (fonte Corriere dello Sport)

Intanto Pallotta attende di conoscere il piazzamento finale in campionato della Roma per poter varare il piano ufficiale del calciomercato estivo: fondamentale in tal senso il risultato di domenica, nel caso in cui i giallorossi dovessero riuscire nel sorpasso sul Napoli potrebbero già pensare di investire i diritti tv relativi alla partecipazione alla prossima edizione della Champions League senza dover attendere l’ultima settimana di agosto.

Stefano Mastini

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