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scuffet

Due stagioni fa, in tutti i talk show calcistici e nei giornali sportivi si parlava tantissimo di Simone Scuffet, baby portiere prodigio che si rese protagonista di splendide partite con la maglia dell’Udinese. L’allora allenatore dei friulani, Francesco Guidolin che da sempre ha un occhio di riguardo per i giovani, non ha avuto paura a gettarlo nella mischia in serie A ed è stato ripagato da prestazioni eccellenti. Scuffet, classe ’96 è stato paragonato a Buffon, anche per il suo esordio precoce a 17 anni in serie A, ma nell’estate successiva ha rifiutato il trasferimento all’Atletico Madrid perché desideroso di proseguire gli studi a Udine. La scelta, almeno dal punto di vista calcistica si è rivelata sbagliata, anche per nelle stagione successiva Stramaccioni decide di relegarlo al ruolo di portiere di riserve preferendogli Karnezis e nella scorsa estate viene ceduto in prestito al Como, squadra che è già retrocessa nella Lega Pro con alcune giornate d’anticipo.

Si può quindi parlare di parabola discendente per Scuffet, che però è ancora molto giovane e ha tanti margini di miglioramento davanti. Lo stesso portiere friulano si è raccontato in un’intervista alla “Gazzetta dello Sport“, dove ha spaziato tra vari argomenti, a cominciare dal no all’Atletico, sul quale Scuffet rivela: “Non ho deciso di restare ad Udine solo per proseguire gli studi, ma perché volevo restare a giocare nell’Udinese, nel suo fantastico ambiente e con i suoi preparatori dei portieri”. Il giovane portiere non vuole sentire parlare di rimpianti e afferma che un anno in panchina a Udine gli è servito molto per crescere e prepararlo al futuro. Sulla stagione non proprio esaltante al Como: “Il mio è un percorso normale, quello che fanno quasi tutti i giocatori: finisce il ciclo con la primavera, e vanno a giocare in serie B in prestito, Inoltre, quest’anno mi è servito dato che ho giocato con continuità”.

Scuffet parla della sua categoria e di come vede il ruolo del portiere: “Non tutti i portieri sono sbruffoni, anche se qualcosa di non normale la devi avere per forza se ti metti fra i pali. Stimo molto Buffon, che l’anno scorso mi venne a salutare in panchina prima della partita contro la Juventus e mi ha dato degli splendidi consigli dicendomi di allenarmi sempre, di tenere duro e che arriverà il mio momento”. Inevitabile il confronto con Donnarumma, di tre anni più piccolo: “E’ un grande portiere con grande freddezza, che non può mancare per giocare a San Siro con regolarità. Lui ha in più di me qualche centimetro e più esplosività. Gli consiglio di giocare sempre e di non andare in club che lo metterebbero in panchina”. Altro confronto, fra lo Scuffet di oggi e quello di due anni fa: “Io mi reputo più forte oggi, gli errori al primo anno te li perdonano, mentre ora no, mi ritengo cresciuto dal punto di vista mentale e tecnico. A luglio tornerò all’Udinese ma voglio giocare”.

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