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Federico Bernardeschi Fiorentina
Federico Bernardeschi, Fiorentina - Fonte account Twitter ufficiale Fiorentina
Federico Bernardeschi, Fiorentina - Fonte account Twitter ufficiale Fiorentina
Federico Bernardeschi, Fiorentina – Fonte account Twitter ufficiale Fiorentina

Partito in sordina e senza le attenzioni o le pressioni del grande pubblico, ad inizio stagione Federico Bernardeschi si era preso la maglia numero 10 della Viola, per poi conquistarsi anche un posto da titolare inamovibile con Paulo Sousa: “Prendere la numero 10 è stata una pazzia. – dice il ragazzo alla Gazzetta dello Sport- Il numero 10 ha un valore speciale per la Fiorentina. Ora nessuno si sorprende più per questa mia scelta. E’ una vittoria che mi sono conquistato sul campo.” Questa stagione ha dimostrato che anche un classe ’95 può cambiare le sorti di una grande squadra ed in Italia finalmente si sta sviluppando una nuova generazione calcistica: “Vero. Però fatemi dire che il mio idolo Totti e il mio mito Buffon sono esempi straordinari. Hanno quasi quarant’anni eppure sono dei modelli d’insegnamento per noi giovani. Dopo una partita io e Gigi abbiamo parlato della nostra Carrara. Un giorno mi piacerebbe fare come Buffon e diventare presidente della squadra della mia città. A Gigi invidio il carisma. Ricordate il suo intervento dopo la sconfitta dei bianconeri a Sassuolo? Il quinto scudetto della Juve ha preso corpo dopo quelle parole. Così fanno i veri leader.”

Per il quinto anno consecutivo non a caso la Juventus ha vinto lo scudetto: “Sono la società più ricca, ha i giocatori più forti e ha il gruppo più affamato. Per togliere lo scudetto ai bianconeri bisogna avere più fame di loro. E per ora siamo tutti indietro anche su questo fronte. ” Per quanto riguarda la Fiorentina invece Sousa ha confermato la sua permanenza in Toscana anche per l’anno prossimo: “Una buona notizia. Sousa sarà importante non solo come allenatore. Lui farà crescere tutto il mondo Fiorentina. E con qualche inserimento giusto potremo tornare a inseguire il sogno Champions. Quest’anno siamo stati troppo bravi nel girone d’andata e abbiamo perso lucidità nel ritorno. La verità sta nel mezzo: il 5° posto fotografa il nostro valore. Per quanto riguarda gli europei per me sarebbe un sogno. Ma sarebbe già un grande traguardo entrare nei trenta.”

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