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Cominciamo la marcia di avvicinamento ad Euro 2016 parlando oggi di un giocatore transitato dalle nostre parti proprio all’indomani di una rassegna continentale. Ed omaggiamo la Francia che ospiterà il torneo tra un mese riesumando tra le cronache del tempo Johan Micoud, centrocampista che venne acquistato con eccesso di zelo dal Parma e da parecchi fantallenatori alla vigilia della Serie A 2000/2001. Micoud nasce a Cannes il 24 luglio 1973 e si forma nella scuola calcio del club locale a fine anni ’80. Dotato di un fisico imponente (1.87 cm per 80 kg), ciò non gli impedisce comunque di venir su con un tocco di palla delicato con entrambi i piedi e con una visione di gioco non comune. Nel 1992 passa in prima squadra e rimane coi i biancorossi fino al 1996 collezionando 127 partite ufficiali e 17 reti. Curiosamente Micoud disputa nel complesso lo stesso numero di gare anche con il Bordeaux nel quadriennio ’96/2000, il cui punto massimo è il campionato francese vinto da protagonista nel 1999. In quell’agosto arriva anche la prima convocazione con la Francia in una amichevole contro l’Irlanda del Nord, la prima di 17 chiamate in Nazionale fino al 2004 con un gol all’attivo.

SPETTATORE NON PAGANTE – Micoud fa parte della spedizione per gli Europei 2000 in Olanda e Belgio, con Zidane  però titolare inamovibile nel suo ruolo. La prima partita della fase a gironi è contro la Danimarca del totem Peter Schmeichel e dei vari Tomasson, Gronkjaer, Ebbe Sand, Molnar, Gravesen, Stig Tøfting (un altro di cui vi abbiamo parlato) oltre che degli italiani Helveg, Jorgensen e Laursen. Per Micoud nemmeno un minuto in campo nel 3-0 dei campioni del mondo all’esordio nella competizione europea. Stessa cosa anche nel successivo 2-1 inflitto alla Repubblica Ceca di Nedved, Repka, Rosicky, Jan Koller, Poborsky e del compianto Srnicek. Il ct Roger Lemerre finalmente si ricorda di aver convocato anche Micoud mettendolo dentro nel terzo ed ultimo match contro l’Olanda, a qualificazione già acquisita e con Zidane a riposo. La partita decide chi passerà ai quarti da capolista e saranno i tulipani a spuntarla per 3-2, ma il nostro gioca una gara senza acuti, oscurato dai vari Trezeguet, Dugarry e Pires.

SEDUTO – Ai quarti di finale assistiamo ad una partita molto sofferta per i transalpini contro una Spagna determinata e che può contare sulle individualità importanti dei vari Raul, Guardiola, Mendieta, Canizares, Michel Salgado…ovviamente Zizou torna in campo e questo per Micoud vuol dire nuovamente dover assistere all’incontro dalla panchina per intero. La Francia vince per 2-1 con gol Zidane e Djorkaeff, per la Spagna segna Mendieta su calcio di rigore. In semifinale ecco il sorprendente Portogallo di Figo, Rui Costa, Sergio Conceiçao, Vitor Baia, Dimas, Couto e del rampante Nuno Gomes, il quale da lì a qualche mese approderà in Italia assieme al compagno di Nazionale, Vidigal. Dopo l’1-1 dei tempi regolamentari firmato Nuno Gomes-Henry, risolve tutto per i ‘Bleus’ il solito Zidane al 117′ su rigore. E Micoud? Panchina. E sarà così anche nella finalissima contro l’Italia. Queste le formazioni iniziali:

FRANCIA (4-2-3-1): Barthez; Thuram, Desailly, Blanc, Lizarazu; Vieira, Deschamps; Djorkaeff, Zidane, Henry; Dugarry. Panchina: Lama, Ramé, Leboeuf, Candela, Karembeu, Petit, Pires, Wiltord, Trezeguet, Micoud, Anelka. CT: Lemerre.

ITALIA (3-4-1-2): Toldo; Fabio Cannavaro, Nesta, Iuliano; Pessotto, Albertini, Di Biagio, Maldini; Fiore; Totti, Delvecchio. Panchina: Abbiati, Antonioli, Ferrara, Negro, Antonio Conte, Di Livio, Ambrosini, Del Piero, Filippo Inzaghi, Montella. CT: Zoff.

PARMA LETALE – Purtroppo sappiamo come andò a finire: vantaggio di Delvecchio al 55′, pari francese di Wiltord al 94′ e zampata decisiva di Trezeguet al 104′, con i Galletti che dopo i Mondiali ’98 fanno loro anche gli Europei 2000. Per Micoud tanto basta a partecipare alla festa e a trovare anche un ingaggio nel campionato italiano, in una Serie A che di campioni ed appeal ne aveva ancora. E’ il Parma ad aggiudicarselo dal Bordeaux per 7,6 milioni di euro, una cifra relativamente bassa che il trequartista di Cannes riesce a ripagare inizialmente con buone prestazioni. Gli emiliani ambiscono ad un piazzamento Champions ed alla fine ce la faranno nonostante i cambi in panchina fra Malesani, Sacchi ed Ulivieri. Privi di Crespo, ceduto alla Lazio per 50 milioni, i gialloblu possono contare su Buffon, Benarrivo, Sensini, Thuram, ‘Colibrì’ Junior, Dino Baggio, Fuser, Lamouchi, Conceiçao, Almeyda, Boghossian, Marcio Amoroso, Milosevic, Di Vaio, Mboma…uno squadrone se paragonato al livello tecnico della Serie A attuale. Micoud fa tutto sommato bene chiudendo la stagione con 37 presenze in totale e 7 gol, di cui 29 apparizioni e 4 reti in Serie A, ma mostra qualche calo di troppo specialmente ad inizio 2001.

WERDER, BORDEAUX E BLANC – L’anno dopo le cose volgono al peggio: Micoud gioca solamente 18 partite in campionato complice un pesante infortunio ad inizio stagione, pur segnando alla fine 5 reti. Il Parma termina decimo in classifica cambiando anche stavolta diversi allenatori (Ulivieri, Passarella e Carmignani) ma vincerà la Coppa Italia contro la Juventus. Via Thuram e Buffon andati proprio ai bianconeri, ecco Hakan Sukur, Djetou, Frey, Gurenko, Diana e Nakata tra gli altri. Micoud finirà in Germania al Werder Brema dove le cose andranno decisamente meglio vincendo Bundesliga e Coppa nel 2004 e ritrovando la Nazionale ed una seconda giovinezza. Dopo 123 match e 31 gol ecco il canto del cigno con il ritorno a casa al Bordeaux nell’estate 2006 ed il ritiro nel 2008, dopo 23 partite e 5 gol ai quali seguirà un addio al calcio polemico nei confronti di Laurent Blanc. Dell’attuale allenatore del Paris Saint-Germain ed ex ct della Francia Micoud non serba un buon ricordo: “E’ stato Blanc a volere che non continuassi, prima di decidere definitivamente di smettere gli ho detto in faccia cosa pensavo di lui”. Il motivo? Permettere l’ascesa del giovanissimo Yoann Gourcuff. Cosa fa oggi Micoud? Assieme all’ex compagno di squadra Matthieu Chalmé ha aperto una azienda vinicola e nel frattempo si dedica all’attività di produttore musicale e di commentatore televisivo, prima su Canal+ e poi su L’Equipe 21. Un vero fantasista anche adesso.

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