SHARE
epa04957628 SSC Napoli's head coach Maurizio Sarri attends a press conference in Warsaw, Poland, 30 September 2015. SSC Napoli will face Legia Warsaw in the UEFA Europa League group D soccer match on 01 October 2015 in Warsaw. EPA/BARTLOMIEJ ZBOROWSKI POLAND OUT
Maurizio Sarri, fonte foto: www.sscnapoli.it
Maurizio Sarri, fonte foto: www.sscnapoli.it

Alla vigilia dell’ultimo match casalingo di questo campionato, il tecnico del Napoli Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni in vista della gara contro il Frosinone: “Ora vivo questo momento con nessuna emozione, ma molta concentrazione ed un po’ di preoccupazione perché il clima intorno alla squadra non è quello giusto. Servirà grande mentalità, il San Paolo ci darà ancora una grande mano ed il ruggito sarà importante. La squadra la sta approcciando nel modo giusto, ma non vive in una campana di vetro e può farsi influenzare. Vincere senza faticare è impossibile e la mente deve essere predisposta a questo. Abbiamo già fatto il record di punti del club, ma possiamo raggiungere un risultato straordinario e dobbiamo restare concentrati. La visione giornalistica di uno sportivo non sempre coincide con l’emozione che uno prova. Per me questo è il punto più importante, ma le emozioni non si basano sull’evento. Io mi sono emozionato anche per aver vinto la B o la C2. Sarebbe il risultato più importante della mia carriera però senza dubbio. Il rendimento è stato altissimo, anche nelle gare perse abbiamo retto il confronto”.

“Sono stato l’unico a dire ad un certo punto che la Juve avrebbe vinto lo scudetto, sono stati di un altro pianeta più degli altri anni con una striscia che non s’è mai vista. Noi per vincere abbiamo bisogno che le più attrezzate falliscano la stagione, ma con la Juve è difficile. Quando giochi con uno più forte, 9 su 10 perdi, anche stravolgendo la tua identità non hai molto da fare. Nella Juventus c’è forza tecnica, ma anche caratteriale e di mentalità, ci perdi sia facendo gioco che provando a non farli giocare. Così come quando affronti le big dei vari campionati. Ad agosto il secondo posto mi sarebbe sembrato difficile da raggiungere, ma dall’inizio pensavo di fare bene. Quanto bene era difficile da capire. Avere una identità ti dà fiducia e sicurezza, soprattutto dopo certe sconfitte perché arrivate comunque giocando. Nel calcio si perde anche per un episodio. Non ho rimpianti. Di fronte a chi vince 26 gare su 27 non ci sono rimpianti. Valuteremo gli errori fatti su un milione di decisioni prese”.

“Ora ho solo nella testa la gara di domani perché ci giochiamo un traguardo. Il messaggio da passare è che domani è difficile. Possiamo fare 2mila riferimenti, ma solo nel fine settimana l’Atletico Madrid e l’Ajax hanno perso il campionato con squadre di fondo classifica. Tutto passa da domani, il resto sono traguardi accessori. Io ho dato una mano per far migliorare la squadra in alcuni punti vulnerabili. Il segreto è la disponibilità, ho chiesto a giocatori affermati di cambiare modo di pensare e giocare, l’hanno accettato e messo in campo, quindi il merito è loro. Higuain mi dice che sono come suo padre, lo critico sempre. E’ servito da stimolo, lui ha un potenziale straordinario. Io avevo la sensazione che potesse fare di più e l’ha fatto. Il merito è suo e della mamma. Cosa significa allenare il Napoli in Champions per uno che è tifoso del Napoli? Mi sto toccando… “

SHARE