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Per alcuni è il personaggio calcistico dell’anno, in negativo s’intende visti i risultati ottenuti alla guida di Real Madrid e Newcastle, certamente del momento dopo la settimana che ha segnato la retrocessione in Championship dei Magpies (condannati prima dal pareggio della settimana scorsa sul campo del già retrocesso Aston Villa e poi dal successo del Sunderland sull’Everton nel recupero). Tutta l’Inghilterra si interroga sul futuro di Rafa Benitez che, nel corso della conferenza stampa di questa mattina, ha aperto a scenari clamorosi rispetto alle voci di un addio quasi certo alla panchina del Newcastle.

A sciogliere ogni dubbio, saranno i colloqui con il direttore generale Lee Charnley, uomo forte del club. “Abbiamo un buon rapporto. Lui è professionale ed anche io lo sono. In primo luogo abbiamo analizzato cosa è andato storto. Ma gli incontri sono stati molto positivi. Continueremo a parlarne. Se decido di restare qui è perché è un club importante e abbiamo tanti tifosi, sono lusingato dal loro affetto. In futuro ci saranno altri incontri. Se sono qui a discuterne, è perché c’è una possibilità, dobbiamo continuare a parlare”. Due settimane al massimo per decidere il da farsi e eventualmente affrontare la risalita in Premier League, obiettivo complicato quanto realistico per un club dalla grande storia e tradizione come il Newcastle, retrocesso come nel 2009; nonostante l’epilogo di una stagione disgraziata, Benitez è entrato nel cuore dei tifosi che gli hanno chiesto di restare al comando per dare inizio a un nuovo ciclo. Il rendimento del Newcastle dopo l’avvento in panchina del tecnico spagnolo, assistito dal vice Fabio Pecchia, è stato superiore rispetto a quello di Steve McLaren, suo predecessore in panchina (10 punti in 9 gare, più di un punto a partita dunque), ma non è bastato a evitare il baratro. Certamente non un annata da incorniciare per Benitez, oggetto di critiche e sfottò da parte dei sostenitori delle sue ex squadre, che senza di lui sono tornate a brillare.

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