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Napoli's Marek Hamsik jubilates after scoring the goal during the Uefa Europa League soccer match SSC Napoli vs Bruges (Club Brugge) at San Paolo stadium in Naples, Italy, 17 September 2015. ANSA/CIRO FUSCO
Napoli's Marek Hamsik jubilates after scoring the goal during the Uefa Europa League soccer match SSC Napoli vs Bruges (Club Brugge) at San Paolo stadium in Naples, Italy, 17 September 2015. ANSA/CIRO FUSCO
Napoli’s Marek Hamsik jubilates after scoring the goal during the Uefa Europa League soccer match SSC Napoli vs Bruges (Club Brugge) at San Paolo stadium in Naples, Italy, 17 September 2015.
ANSA/CIRO FUSCO

Serata storica per il Napoli e il suo capitano Marek Hamsik. Con il gol con il quale ha sbloccato il match del San Paolo contro il Frosinone, il centrocampista slovacco ha raggiunto quota 81 reti in serie A con la maglia del Napoli. Hamsik eguaglia così una leggenda del calcio mondiale, e partenopea in questa circostanza, come Diego Armando Maradona.

Arrivato a Napoli nell’estate del 2007 sotto la guida di Edy Reja, Hamsik con gli anni è diventato una bandiera del club azzurro, fino a indossare la fascia di capitano dopo l’addio di Paolo Cannavaro. Da interessante prospetto, dopo le buone stagioni al Brescia in serie B, lo slovacco è stato un punto di riferimento per tutte le varie gestioni che si sono susseguite al San Paolo in questi ultimi 9 anni. Il primo gol in campionato arrivò il 16 settembre 2007, in occasione di Napoli-Sampdoria, siglando la rete del definitivo 2-0 per i partenopei. Il 20 gennaio del 2008 in Napoli-Lazio invece la prima doppietta in carriera, decisiva nel 2-2 finale al San Paolo. La sua stagione più prolifica rimane quella 2009/10 con 12 gol in campionato sotto la guida di Mazzarri, che aveva sostituito Donadoni dopo poche giornate.

Nelle due stagioni con Benitez, pur dando il solito contributo in termini realizzativi, Hamsik ha vissuto il periodo forse più complicato in maglia azzurra, con una posizione da trequartista che non ne esaltava le doti tecniche e fisiche. Con Sarri lo slovacco è ritornato il giocatore decisivo ammirato nelle prime stagioni, decisivo soprattutto in termini di leadership e costruzioni di gioco nella sua posizione di mezzala.

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