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montella

La stagione da subentrato con la Sampdoria non è stata tutta rose e fiori, eppure Vincenzo Montella resta uno degli allenatori più ambiti sulla piazza. Memori del bel gioco della sua Fiorentina sono in molti a corteggiare l’Aeroplanino, per il quale si vocifera di un interessamento nella Nazionale italiana per il dopo Conte. Montella sarebbe infatti il nome in pole position per il dopo Conte, con il salentino che lascerà la panchina dopo gli Europei di questa estate. Intervistato dal Corriere dello Sport l’allenatore della Sampdoria ha raccontato le sue impressioni.

NAZIONALE “Sinceramente non ci ho pensato. Penso che per quel ruolo una dote fondamentale sia l’esperienza. Sa chi vedrei bene sulla panchina azzurra? Claudio Ranieri, uomo di equilibrio che ha visto e vissuto tanto calcio e ha dimostrato, non solo quest’anno, le sue qualità. Se mi chiamassero ci penserei, certamente. E passerei due notti insonni”.

FAMIGLIA “Mio padre faceva due lavori per sostenere una famiglia di cinque figli. Il giorno era operaio all’Alfa Sud, principale bacino di occupazione per la zona, e quando non era alla catena di montaggio faceva il falegname. Ricordo che lavorava sempre, anche la domenica, anche in agosto. Quando avevo tredici anni mi fecero partire per Empoli. Mia madre piangeva e ancora oggi non si perdona di averlo fatto, ma vollero che io potessi inseguire il mio sogno. E, grazie a loro, ho potuto toccarlo, quel sogno”.

SPALLETTI “Ho giocato con lui a fine carriera e poi fu il mio allenatore nell’anno della miocardite. Lo ricordo perché due giorni dopo l’arrivo del certificato di idoneità lui mi fece giocare in uno spareggio decisivo. La dote principale di Luciano è la conoscenza e la competenza tecnica unite a una grande costanza nel lavoro. Il difetto è forse che si preoccupa troppo di quello che dicono gli altri“.

TOTTI “Con Francesco all’inizio non avevamo combinato molto, sul piano personale. Come si dice oggi non c’era “feeling”. Ma con il tempo è cresciuto invece un solido rapporto di stima e di amicizia. Siamo cresciuti entrambi. Da calciatore ha fatto cose immense, impensabili. Mi piacerebbe smettesse mentre è all’apice, come è ancora oggi. E quindi finché si diverte, e ora sembra proprio divertirsi, è giusto che continui”.

CALCIATORI “Il più intelligente tatticamente è Borja Valero. Sta sempre dove è giusto stare. I difensori più rognosi che ho incontrato sono molti, ma in particolare Ferrara e Cannavaro”.

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