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real madrid tifosi

Strage di tifosi in Iraq. La città di Balad è finita nel mirino dell’Isis che nella giornata di ieri ha portato a termine un sanguinoso attentato che ha provocato la morte di sedici persone. L’esplosione è avvenuta all’interno di un bar che da tempo era diventato un punto di ritrovo per i tifosi locali, simpatizzanti del Real Madrid. Un vero e proprio club, con tanto di iscrizioni. Il calcio, però, è materia contraria ai principi dello stato islamico che ha così posto fine all’esistenza della sede, ridotta in un cumulo di macerie. Hanno pagato dazio dodici tifosi del Real Madrid ma l’esplosione, data la violenza, ha coinvolto altre quattro persone che in quel momento si trovavano a passeggiare nelle vicinanze, nei pressi del mercato della città. Morti e feriti, almeno venti secondo le prime stime arrivate dall’Iraq.

La dinamica dell’attentato, prontamente rivendicato dall’Isis, è stata raccontata al quotidiano “As” da Ziad Subhan, presidente del club ufficialmente riconosciuto dal Real Madrid: “Un gruppo di terroristi dell’Isis è entrato nel bar imbracciando fucili e AK-47 e hanno aperto il fuoco ad altezza d’uomo contro gli avventori del bar. Il motivo dell’attacco? Non gli piace il calcio, lo considerano come una cosa contraria ai principi musulmani e finiscono per commettere atrocità di questo tipo. Siamo distrutti”. Non si è fatta attendere la reazione della società madrilena che, attraverso un comunicato ufficiale “mostra totale tristezza e offre affetto e condoglianze ai famigliari e agli amici delle vittime. Il Real Madrid estende la propria solidarietà al popolo iracheno che soffre la smisurata ingiustizia della violenza estrema”. Non è tutto visto che le merengues, in vista della gara con il Deportivo La Coruna, indosseranno il lutto al braccio “in segno di rispetto, perché il calcio e lo sport saranno sempre terreno d’incontro di pace e concordia contro i quali nulla potrà il terrorismo selvaggio. Il madridismo di tutto il mondo piange oggi per i suoi tifosi, che non saranno dimenticati”.

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