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Massimiliano Allegri, Juventus
Massimiliano Allegri, Juventus
Massimiliano Allegri, Juventus
Massimiliano Allegri, Juventus

Ospite speciale questa sera a Sky Calcio Club – il programma serale condotto da Fabio Caressa – l’allenatore campione d’Italia, Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese torna subito sull’arrabbiatura con il Carpi: “Quella giornata è stata tremenda, hanno rischiato di farmi passare un Natale molto brutto. Lì abbiamo rischiato di mettere a repentagli una rincorsa stupenda. Le immagini del lancio del cappotto ogni tanto le ho rifatte rivedere prima di alcune partite per caricare la squadra. Quello era un momento decisivo del campionato, avevamo ripreso una partita approcciata male e buttare via i punti a quel modo avrebbe compromesso la stagione”.

Una delle migliori caratteristiche di Max Allegri è la calma, e quest’anno è stata fondamentale per risollevare la squadra dopo la brutta partenza in campionato: “A Cagliari e a Milano mi era successo di non partire bene, ma in tutte le squadre che ho allenato i miei giocatori iniziano a muovere le gambe a ottobre/novembre. Io lavoro molto a livello fisico e concettuale, quindi è normale che ci voglia un  po’ ai miei giocatori per assorbire i concetti. Quest’anno siamo stati anche sfortunati all’inizio, io dico sempre che la fortuna va anche cercata. Poi c’era molta disattenzione, basta vedere il secondo gol di Dzeko a Roma e la faccia dei miei giocatori. Lì era chiaro che non eravamo ancora dentro al campionato, tutta la difesa lì ha avuto un atteggiamento passivo. Poi è vero anche che avevamo una squadra completamente nuova con molti giovani”.

La partenza all’inizio è stata molto difficile, ma Allegri non si pente delle scelte che ha fatto: “Io rifarei tutto quello che ho fatto, non mi sono pentito delle scelte che ho fatto all’inizio. Khedira è uno dei migliori centrocampisti del mondo, non potevo non mandarlo in campo. Così anche Pogba che è cresciuto tantissimo anche grazie agli errori”. Sulle scelte in corsa durante le partite e sulle critiche arrivate durante il campionato: “Per le partite ci vuole fortuna. Per capire che Dybala è un gran giocatore non ci vuole Allegri. Però veniva da Palermo, e la pressione che c’è a Palermo è completamente diversa. E’ quello che è successo a Zaza che ha segnato il gol decisivo con il Napoli e nella partita dopo con il Bologna non ha toccato palla. I ragazzi devono imparare a gestirsi e concentrarsi nel miglior modo. Dybala è forte ma deve lavorare ancora molto, ha molto margine di miglioramento. Lo stesso Rugani è molto bravo, ma deve imparare ad essere un po’ più cattivo”.

Una stagione fantastica quella della Juventus soprattutto in fase difensiva. Mister Allegri è convinto di avere i migliori difensori del mondo, ma se la fase difensiva è così buona il merito è di tutta la squadra: “La difesa della Juventus è la migliore del mondo. Nessuno si può permettere tre difensori come i nostri, e non scordiamoci che abbiamo perso Caceres che è più o meno allo stesso livello degli altri. Va elogiata però tutta la squadra in fase difensiva, a partire dall’attacco. Dybala molto spesso ha rincorso gli avversari per difendere, ma tutti gli attaccanti. Su tutti Mandzukic che è veramente pericoloso, in questo è straordinario, poi capisce veramente di calcio. Mario è molto responsabile e si è sentito responsabile dell’uscita della Juve della Champions. Infatti ci sono stati venti giorni in cui sembrava in castigo: sempre da solo e sempre isolato nello spogliatoio”.

Allegri ha vissuto periodi di crisi sia al Milan che alla Juventus. I problemi ci sono spesso nelle società, ma una cosa è importante: “A Milano così come a Torino abbiamo risolto le difficoltà tutti insieme. Il primo anno ci siamo riusciti, poi il secondo sono andati via Ibra e Thiago Silva e abbiamo avuto un po’ più di difficoltà. L’importante per risolvere le situazione difficili è sempre fondamentale avere una società forte dietro“. Si parla tanto del possibile addio di Morata, ma l’ex allenatore del Milan non vorrebbe privarsi di un giocatore che lui ritiene fondamentale ” Speriamo rimanga, non voglio che vada al Real. Morata è uno dei pochi giocatori al mondo che può giocare in qualsiasi ruolo dell’attacco, e al giorno d’oggi è fondamentale nel calcio moderno. Se è diverso da Cavani? Si, sono molto diversi come giocatori”. Come si può migliorare questa squadra? “Se dovessero arrivare giocatori è importante che siano giocatori di qualità e di spessore. Quelli che ho oggi già sono sufficienti perché sono molto bravi e con ottimi margini di crescita. Sul modulo da utilizzare quello va visto via via a seconda dei giocatori che ho a disposizione”.

La scelte negli ultimi anni sono stati fondamentali, soprattutto i giocatori presi a parametro zero che si sono resi sempre molto utili. “Chi sceglie i giocatori? Credo che la coppia Marotta e Paratici sia veramente ben assortita, tra i due c’è molto equilibrio. Le decisioni le prendiamo insieme, io do a loro un’identikit e loro scelgono. Una scelta che mi è piaciuta molto è quella di Caceres che sa giocare in ogni ruolo della difesa”. Un altro membro della difesa che è piaciuto molto ad Allegri è Rugani: “Daniele è cresciuto molto, è diventato più cattivo ed ha imparato di gestire la palla. Sulla gestione deve ancora imparare molto, ma rispetto all’inizio è cresciuto moltissimo”. Un altro che è cresciuto molto quest’anno è Paul Pogba: “Anche lui è cresciuto molto, ma deve imparare a gestirsi. Molto spesso durante la partita va a cercare i contrasti, il dribbling e la giocata, ma deve capire che spesso è molto più efficace giocare semplice invece che cercare sempre di fare qualcosa in più“. L’allenatore dei bianconeri ci tiene però ad elogiare Alex Sandro, autore di una grande stagione: “Diventerà uno dei migliori, ha un piede e una corsa incredibili. Ha però bisogno di crescere e di trovare equilibrio. L’anno scorso era abituato a giocare in Portogallo, e in Italia non è lo stesso. Deve capire che in Italia serve sempre essere concentrati. In questo deve imparare da Evra”.

A Monaco contro il Bayern la Juve ha giocato una grandissima partita e Allegri spiega qual è stato il segreto, ma riconosce di aver sbagliato nella partita d’andata: “Dovevamo essere aggressivi e giocarci l’uno contro uno, tanto loro qualcosa avrebbero concesso e avremmo segnato. All’andata sbagliai io a non dire ai ragazzi di essere aggressivi perché se cerchi di tenergli testa loro ti allargano e riescono a trovare la via del gol”. Sulla gestione della squadra e dei giocatori che è una delle sue caratteristiche principali Allegri afferma: “A volte con i ragazzi mi sento psicologo, spesso bisogna esserlo, è necessario. Bisogna capirli e saperli gestire, capire il momento giusto in cui inserirli e il momento giusto in cui lasciare fuori”. Per staccare dalla tensione e dalla pressione delle partite: “Spesso non faccio niente, cazzeggio e mi rilasso. Accedo la televisione guardo qualche programma e così mi riposo”.

In vista della finale di Coppa Italia con il Milan, Allegri non è preoccupato e spiega: ” Sarà difficile perché per loro sarà l’ultima opportunità per dimostrare quanto valgono. Noi però siamo in ottima condizione fisica, la nostra preparazione estiva è stata mirata per arrivare in buone condizioni a maggio, le mie squadre sono sempre state così”. In questa settimana è arrivata l’ufficialità del prolungamento del contratto, ma tra due anni il tecnico livornese si vedrebbe bene all’estero ” Sicuramente mi piacerebbe andare all’estero, tra due anni quando scadrà il contratto vedremo. Quest’anno non ho avuto contatti con nessuna altra squadra, ho sempre detto di voler rimanere alla Juve”.

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