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Max Verstappen - Fonte: Twitter @F1
Max Verstappen - Fonte: Twitter @F1
Max Verstappen – Fonte: Twitter @F1

F1 gp di Spagna. Max Verstappen, al debutto con la Red Bull, coglie un clamoroso primo successo in carriera alla giovanissima età di 18 anni e 7 mesi, diventando così il più giovane vincitore di un gran premio nella storia della F1. Sul podio le Ferrari di Raikkonen e Vettel, mentre Ricciardo alza bandiera bianca a due giri dal termine per una foratura, mentre era in lotta con il tedesco per il terzo posto. Gara fortemente condizionata dall’incidente al via tra Hamilton e Rosberg, che si presenteranno davanti alla direzione gara alle 16.30 in attesa di provvedimenti.

La partenza regala subito un colpo di scena, ed è il più clamoroso che ci si potesse attendere alla vigilia: al via Rosberg sopravanza Hamilton in staccata in curva 1, il britannico prova a rispondere in curva 3 ma trova la strada sbarrata e mettendo le ruote sull’erba finisce in testa coda, centrando in pieno il compagno di squadra. I piloti Mercedes, entrambi infuriati, si rinchiudono a colloquio con il team in attesa di eventuali provvedimenti disciplinari da parte della direzione gara. La prematura dipartita delle vetture dominatrici della stagione rende molto più incerto l’esito della gara. Al rientro della safety car, le Red Bull di Ricciardo e Verstappen comandano la gara, seguite dalla Toro Rosso di Sainz, autore di una grandissima partenza, e dalle Ferrari di Vettel e Raikkonen. I due Ferraristi impiegano qualche passaggio a liberarsi dello spagnolo, consentendo ai due piloti Red Bull di abbozzare una fuga. Le rosse di Maranello però, una volta trovata pista libera dimostrano di essere superiori agli avversari nel passo gara, avvicinandosi con propositi bellicosi alla coppia di testa.

La prima girandola dei pit stop non regala emozioni, con tutti e 4 i piloti in lotta per la vittoria che passano dalle soft alle medie. La Ferrari è più veloce, ma i recenti miglioramenti del motore Renault rendono più difficoltoso il sorpasso nei confronti delle Red Bull. La seconda sosta mischia invece le carte, con entrambe le scuderie che sdoppiano le strategie dei propri piloti: gomma soft per Ricciardo e Vettel, un’altra media per Verstappen e Raikkonen che dunque decidono di andare fino in fondo con una tattica a due soste. Dopo poche tornate Vettel soprende tutti, rientrando per la terza sosta con grande anticipo nel tentativo di ritrovarsi davanti a Ricciardo: la tattica funziona, ma il 4 volte campione del mondo fatica enormemente a mettere in pista un ritmo tale da poter riprendere i due battistrada e contenere l’avanzata dell’australiano della Red Bull. Davanti Raikkonen si mantiene a circa un secondo di distacco da Verstappen, più giovane leader di un gran premio di Formula 1 a soli 18 anni e al debutto con il team principale della casa austriaca.

Il finale è molto concitato: Verstappen contiene Raikkonen senza troppi patemi, Vettel fa più fatica invece a tenere a bada Ricciardo. Contemporaneamente però il tedesco e l’australiano colmano il gap con i due di testa facendo pensare ad un clamoroso arrivo in volata a 4.
Curiosamente alle loro spalle si ritrova Kvyat, primo dei doppiati che con gomma fresca potrebbe sopravanzarli ma preferisce non intromettersi nella battaglia tra l’ex compagno di squadra e Vettel. A 7 dal termine Ricciardo si butta all’interno di Vettel in curva 1 rischiando tantissimo il contatto con il ferrarista: l’australiano finisce lungo e rischia un ulteriore contatto al rientro in pista, con Vettel ancora una volta infuriato in un team radio infuocato. Un paio di tornate dopo il pilota Red Bull ci riprova, ma questa volta Vettel chiude preventivamente la porta e costringendo il rivale al bloccaggio, approfittando poi di qualche doppiaggio per allentare la tensione. Davanti Raikkonen guadagna su Verstappen lungo tutto il circuito, ma la Red Bull ha un vistoso vantaggio nell’ultima curva, quella che immette sul rettilineo principale, unico vero punto di sorpasso del circuito. L’olandese coglie dunque un clamoroso successo al debutto con la Red Bull, un risultato difficilmente pronosticabile e forse neanche immaginabile dal giovanissimo fenomeno della casa austriaca. Sul podio Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel, con Ricciardo che a due giri dal termine da forfait per una foratura. Quinto posto per Bottas, ottimo sesto per Sainz, mentre chiudono la top 10 Perez, un ottimo Massa partito da in fondo al gruppo, Button e Kvyat. Ritirato per un problema alla power unit Fernando Alonso, che stava conducendo un’ottima gara che lo avrebbe verosimilmente portato in zona punti.

In classifca Rosberg rimane leader con 100 punti, mentre Raikkonen (61) scavalca Hamilton (57) in seconda posizione. Balzo in avanti per Vettel, che aggancia Ricciardo al quarto posto con 48 punti, mentre il vincitore Verstappen è sesto con 38.

Gp Spagna ordine d'arrivo
F1 Gp Spagna, la classifica finale. Fonte: Twitter @F1
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