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Inter Milan press conference

Gasperini saluta il Genoa, un amore indissolubile

Certi amori non finiscono, cantavano Antonello Venditti e Adriano Galliani. La storia di Gian Piero Gasperini da Grugliasco si lega a doppio filo a quella del Genoa, vissuta con passione intensa, nel solco di una perfetta interpretazione dell’amore della piazza per il calcio. Una simbiosi giunta ad un punto di svolta, con le parole pronunciate dal tecnico alla vigilia dell’ultima gara di campionato: “La certezza maggiore è che non sarò più a Genova. Per il resto non so cosa succederà”. Un addio maturato dopo una lunga riflessione, una separazione consensuale, con Preziosi orientato a dare un nuovo volto al grifone con Juric, sempre più vicino alla panchina rossoblù. E Gasperini cosa farà? Nel frattempo si congeda da vincente, per aver affrontato con risolutezza l’ennesima rivoluzione tecnica. Fare e rifare, distruggere e costruire, il mantra di “Gasperson”, l’allenatore che trasforma la necessità in virtù. Lo rimpiangeranno in Liguria, nonostante le frizioni con la curva, con tanto di nomi e cognomi degli ultras che alla fine, per incomprensioni tra le parti, gli hanno voltato le spalle, impedendogli di godersi al massimo una festa d’addio assolutamente meritata. I rapporti umani sono così, delicati e schiavi di un equilibrio precario.

Il carattere forte e spigoloso gli ha creato non pochi problemi a Milano, con Moratti e con i calciatori contrari al nuovo corso. Poche giornate per separarsi, senza rimpianti per Gasperini che, dopo l’infelice parentesi palermitana, è tornato nel feudo genoano, riprendendosi meriti e gloria. Miracoli, senza esagerare. Prima e dopo: una promozione in serie A, col 3-4-3 imposto come inconfondibile marchio di fabbrica: pressing asfissiante, intensità e palla a terra, per un Genoa vincente e divertente, tanto in serie B quanto in serie A.

Non si è mai snaturato Gasperini, sempre fedele al suo calcio e alle sue idee che lo hanno portato, nella stagione 2008/2009, ad un passo dalla storica qualificazione in Champions league, assegnata alla Fiorentina in virtù degli scontri diretti, favorevoli ai viola. Il ritorno nella “piccola” Europa, l’apogeo dell’avventura di Gasperini, esonerato poi nel novembre 2010. Le lacrime celavano la certezza del ritorno. Prima o poi, le strade di Gasperini e del Genoa, si sarebbero nuovamente incrociate. Ed è andata proprio così, dal 2013 (al posto dell’esonerato Liverani) fino ad oggi. Nel mezzo, una nuova qualificazione europea, sottratta al Genoa per irregolarità nella licenza Uefa. Traguardi e vittorie esaltanti per il Genoa più forte degli ultimi vent’anni, simile in certi aspetti a quello di Osvaldo Bagnoli. Una bella storia da raccontare, giunta ai titoli di coda. Ma chissà, magari un giorno quelle strade…

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