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La foto di gruppo del Napoli, scattata dopo il successo ottenuto con il Frosinone, somiglia a quelle di ritorno al futuro. Mancano alcune parti, cancellate dal tempo ed escluse dal prossimo avvenire. Sintomatica l’assenza, nel momento dei festeggiamenti, di alcuni dei calciatori che hanno trovato meno spazio quest’anno. Nello scatto di gruppo, mancano Gabriel, Rafael, Strinic, Maggio e Gabbiadini. Scelta discutibile, in controtendenza rispetto alla grande atmosfera vissuta e respirata sul terreno di gioco, con una squadra entusiasta per il grande traguardo raggiunto. La festa è poi proseguita nella splendida location di villa D’Angelo, sulla collina di Posillipo ma Maggio e Gabbiadini hanno preferito passare la nottata altrove, rifiutando di fatto l’invito della società. Un atteggiamento quantomeno singolare, propedeutico alla rottura tra le parti che, a questo punto, appare inevitabile. La “buca” è solo l’ultimo episodio di una storia di rapporti tesi, quasi insostenibili. La voglia di giocare, di sentirsi protagonisti, di ritrovare fama e celebrità, ha prevalso sui risultati conseguiti dalla squadra. Il singolo prima di tutto il resto, contrariamente a quanto stabilito dalle leggi del gruppo. I casi in questione impongono però riflessioni differenti.

Gabbiadini si aspettava di giocare di più, puntava agli europei, credeva di poter essere impiegato in coppia con Higuain, contrariamente ai dogmi tattici di Sarri che lo ha sempre visto come alternativa all’argentino. E con un Pipita in stato di grazia, gli spazi si sono sensibilmente ridotti, fino alla totale esclusione. L’addio, già preparato a gennaio, durante la sessione invernale, poi saltato per il no del Napoli, si concretizzerà in estate.

Maggio non è stato agevolato dalle sue caratteristiche tecniche, contrarie ai principi di gioco dell’allenatore. E ha fatto il resto l’exploit di Hysaj che ha costretto il laterale ad osservare dalla panchina lo splendido campionato disputato dal Napoli.

Troppo poco per restare, buone ragioni per andare via che però non giustificano affatto la scelta di non prendere parte alla festa. Una magra figura che non rende onore a due professionisti.

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