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dani alves-barcellona

Vincere trofei e festeggiare con i propri tifosi, suscitando l’ira a l’invidia di quelli avversari. La pratica, assai diffusa nel calcio moderno, contagia soprattutto gli amanti dei social network, sempre pronti a postare nuovi messaggi e battibeccare attraverso commenti tutt’altro che edificanti con gli accaniti sostenitori delle opposte fazioni. L’ultima storia arriva dalla Spagna e ha come protagonista indiscusso Dani Alves, difensore brasiliano del Barcellona, fresco campione della Liga con il Barcellona (giunto a quota 24 titoli nella sua storia).

Una stagione che vedrà i Blaugrana di Luis Enrique disputare la finale di Coppa del Re con il Siviglia il prossimo 22 maggio, ma non quella che tutti si attendevano. La corsa verso la finalissima di Champions League è stata infatti interrotta dall’Atletico Madrid, terzo in campionato, atteso dal derby con il Real Madrid rivincita della finale dell’edizione 2014. Festa grande sulle Ramblas, accompagnata dal messaggio del terzino brasiliano, che ha rivendicato la supremazia catalana, rimarcando il fatto che vincere possa dare in qualche modo fastidio a chi è rimasto ancora una volta a mani vuote. “Piaccia o no come qualsiasi altra cosa, questa squadra sta scrivendo la storia del calcio moderno. Il resto è sedersi e piangere. In due anni sei titoli, se superiamo questo male. Siamo i migliori al mondo, sì, quello che dicono gli altri non importa, siamo i migliori. Cerchiamo di essere molto, molto, molto chiari, quello che dicono non ha importanza. I catalani sono fortunato, i più fortunati fan del mondo”.

Il video ha fatto discutere in Spagna ma rientra nell’ordine delle cose, e soprattutto fotografa alla perfezione il momento storico che viviamo. “Ora mi odieranno un po ‘di più, ma non preoccupatevi perchè so che vincere da sempre fastidio, ma sicuramente ci sono persone che ci amano e questi momenti sono per loro”, la chiosa finale dello stesso Dani Alves, eletto portavoce sui vari social del Barcellona, così come più volte accaduto a Bonucci e Nainggolan in Italia.

 

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