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Paulo Dybala, Juventus
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Paulo Dybala “azzanna” lo Scudetto: “Volevo assomigliare a Riquelme, ho imparato da Vazquez e ora ammiro Messi e Neymar. Quando gioco sono un gatto che si presenta da tigre”

Paulo Dybala è stata la più bella sorpresa dell’annata juventina. La Joya si è subito ambientato a Torino, a fronte delle difficoltà di inizio stagione, ed è risultato fondamentale con i suoi 19 centri in campionato (23 totali) e 9 assist: un rendimento superiore al “primo Tevez”, suo illustre predecessore nonché connazionale.

DYBALA SI RACCONTA Questi alcuni estratti dell’intervista di Paulo Dybala al quotidiano spagnolo El Pais: “Volevo assomigliare a Riquelme. Anche Ronaldinho mi è sempre piaciuto molto, ho visto tutte le sue partite. E ammiro Messi, e Neymar. Ho imparato guardando molti colleghi sul campo, in particolare Franco Vazquez quando ero a Palermo. Io voglio imparare sempre di più. In campo cerco di essere sempre ben posizionato e prima che la palla mi raggiunga cerco di capire l’azione che posso fare. Anche io ogni tanto cado nella trappola dell’egoismo. Ma col passare del tempo capisco che è meglio passare la palla a un compagno – aggiunge la punta ex Palermo – Mi dicono assomigli a Tevez per come artiglio la palla. Da bimbo ero egoista, e viziato: volevo tutto per me. Poi ho imparato che è bello condividere, dà emozioni diverse”.

Sul suo modo di giocare e l’ubicazione tattica nel sistema di gioco pensato da Allegri: “Quando vado in campo mi trasformo. Mi piace scherzare fuori e stare con gli amici. Dicono che ho la faccia da bambino, ma dentro di me penso a giocare come fossi uno di 30 anni. Quando mi guardo allo specchio vedo un ragazzo che pur essendo giovane vuole crescere e diventare importante. E’ come un gatto che si presenta come una tigre. Ho fiducia in me, sono determinato a crescere. Io un leader? Lo sono gli altri. Buffon è un leader. Mi ha colpito da subito, trasmette voglia di vincere. A 38 continua a migliorare nel lavoro quotidiano. Dà forza interiore e con lui è più facile vincere. Quando mi ha chiamato per la prima volta il ct Tata Martino mi tremavano le mani. Lo sognavo da quando sono nato. Alla Juve impari che ogni giorno ti devi impegnare in battaglia. C’è gente che ha vinto tutto e che potrebbe rilassarsi e invece lotta a ogni allenamento per continuare a vincere ancora. Per uno di 22 anni è un esempio cui ispirarsi. Sapevo che non sarebbe stato facile, ma ho giocato e ha segnato più di quanto pensassi. E’ stato facile con Mandzukic, Morata, Zaza. Alla Tevez. E’ il mio modo di giocare, con gli artigli. E sono libero di correre ovunque”.

Dybala chiosa poi sulla nazionale albiceleste: “Coppa America o Giochi? Non lo so ancora. Avevo cinque anni e dissi che volevo diventare il migliore del mondo: tutti ridevano. La Coppa America è quella del centenario, si gioca negli Stati Uniti, sarà qualcosa di unico. E le Olimpiadi è una bella esperienza”.

Stefano Mastini

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