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Max Verstappen
Max Verstappen, foto fonte: Official Formula 1Twitter Account
Max Verstappen
Max Verstappen, foto fonte: Official Formula 1Twitter Account

Il gran premio di Spagna di F1 passerà alla storia per la prima storica vittoria di Max Verstappen, ma anche per quello che potrebbe essere l’inizio di un’epica faida in casa Mercedes. Ecco le pagelle del Gp di Spagna

 

Mercedes voto 10 e lode – Bene! Bravi! Bis! Non sarà un pensiero molto sportivo, ma il disastro al via ha regalato al circus la gara più bella, avvincente e incerta degli ultimi anni. Fosse capitato su un circuito più avvezzo ai sorpassi e alle invenzioni, il finale sarebbe stato da fuochi d’artificio. Senza entrare nel merito dell’incidente tra i due piloti – anche se le dichiarazioni di Rosberg lasciano da pensare – il gran premio di Spagna ha dato la conferma che la Formula 1 del dominatore unico va pensionata. Chi di dovere ci pensi, ci ragioni su. Nel frattempo il mondo ringrazia i piloti Mercedes, l’autoeliminazione senza conseguenze fisiche è sempre gradita e permette all’immenso Niki Lauda di darci materiale per titoloni a piena pagina.

Verstappen voto 10 – E’ nata una stella. Senza il suicidio Mercedes ora si parlerebbe al massimo del suo primo podio, vero. La strategia scelta per Vettel e Ricciardo ha escluso dalla bagarre per la vittoria i due più veloci in pista, vero. Ma conta solamente l’ordine d’arrivo sotto la bandiera a scacchi, ed il diciottenne olandese ha dimostrato di avere la classe ed il carattere dei fuoriclasse, oltretutto alla prima gara dopo la promozione in Red Bull. Agli ultimi in grado di battere il record di precocità per la prima vittoria in Formula 1, la carriera poi è andata più che bene. Il destino del biondo Max pare segnato, presto o tardi lo vedremo festeggiare un titolo mondiale.

Raikkonen voto 8 – A tanto così dal regalare il primo successo stagionale alla Ferrari. Il finlandese si conferma assoluto fuoriclasse nella gestione delle gomme, si fosse ritrovato davanti a Verstappen dopo la seconda sosta, avrebbe vinto a mani basse, lo dimostra la caterva di giri passati sotto il secondo di distacco dal vincitore, in barba alle leggi della fisica che sconsigliano il prolungato assedio al pilota che sta davanti. Gli è mancato il guizzo, soprattutto perchè la fisica, sempre lei, ha voluto che nell’ultimo settore la Red Bull fosse superiore alla Ferrari di quel tanto che bastava per evitare attacchi in fondo al rettilineo principale. Comunque secondo nel mondiale, ma che peccato.

Vettel voto 7 – I team radio infuocati sembrano essere diventati una consuetudine. Bellissimi perchè mostrano l’anima di un ragazzo tanto pacato fuori dall’abitacolo quanto cannibale in pista. Destinatario del messaggio ancora una volta un pilota Red Bull, l’ex compagno Ricciardo che per poco non combina un disastro per sfilargli il terzo posto. Week end non da Vettel però, penalizzato anche dalla strategia che è sembrata un messaggio in codice per relegarlo al ruolo di seconda guida.

Ricciardo voto 7.5 – Il cazzotto da incassare è di quelli devastanti. Il ragazzino appena arrivato vince la gara d’esordio e ruba la scena. Eppure in qualifica l’australiano aveva mostrato i muscoli rifilando quasi mezzo secondo all’esuberante Verstappen. In gara però, la strategia ha favorito lui, l’ultimo arrivato. Se lo spietato Marko ha deciso che Verstappen è l’uomo del futuro, per Daniel le alternative sono due: dimostrare di essere nettamente più forte e ristabilire gerarchie che sembrano già saltate, o fare i bagagli e vestirsi di un altro colore, magari di rosso, come in molti si augurano. L’attacco kamikaze nei confronti di Vettel si è risolto con un nulla di fatto, ma è stato vicino al sorpasso capolavoro, oltre che al disastro.

Sainz voto 9 – Senza l’ingombrante presenza dell’ormai ex compagno di box, lo spagnolo tira fuori la prestazione migliore dell’anno: partenza strepitosa che lo porta addirittura al terzo posto, poi una grande gara condotta sapientemente fino al 6° posto finale. Nel marasma generale, ne è uscito alla grandissima.

Alonso voto 7 – Per la prima volta raggiunge il Q3 con la McLaren. Manco il tempo di gioire che la monoposto motorizzata Honda lo lascia a piedi sul più bello, quando stava per mettere altri preziosi punti in cascina. Impressionante l’affetto che il popolo spagnolo gli regala ogni volta che torna in patria. A costo di essere ripetitivi, un pilota del genere merita di lottare costantemente per la vittoria.

Ferrari voto 4 – Il bilancio dopo 5 gare è decisamente insufficiente. La macchina è migliore rispetto allo scorso anno ma porta a casa risultati peggiori, vuoi per colpe altrui, vuoi per inaffidabilità, vuoi soprattutto per scelte strategiche non azzeccate. Australia e Spagna, con scelte un poco più lucide, sarebbero marchiate di rosso. Facile parlare dopo? Ognuno è chiamato a fare il proprio mestiere.

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