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galeazzi

Giampiero Galeazzi si racconta ai microfoni di “Libero” in cui ha svelato alcuni retroscena dalla festa del Napoli campione d’Italia al viaggio con Platini. Ecco tutte le sue dichiarazioni:

Giampiero, auguri. 
“Eh, 70 anni, roba da pazzi…”.

Da dove comincia il racconto?
“Si riavvolge il nastro di una carriera lunga e pedalosa, nel senso che ho pedalato tanto. Fa il verso al titolo del
libro, questo mestiere ha bisogno diuna voce dentro che ti porta avanti”

Lei voleva fare ben altro…
“Laurea in economia con specializzazione in statistica, dovevo andare alla Doxa. Papà me disse: ‘Ma ’ndo vai, alla Rai so’ tutti raccomandati'”.

E come ha fatto a entrarci?
“Perché ero campione sportivo. Portavo le notizie alla redazione sportiva del giornale radio”.

E da subito ha avuto a che fare con personaggi enormi.
“Il gotha. Ciotti, Ameri,Moretti. Per lavorare con loro prendevo du’lire,invece d’anda’ al mare la domenica andavo lì a puli’ per terra dalle 8 alle 20”.

E pagava il caffè a Ciotti.
“Ovunque andavi trovavi un conto suo, aveva questo difetto di non tira’ fori una lira”.

E il passaggio alla tv?
“Non fu facile, la radio la amo. Nel ’75 c’era bisogno di redattori sportivi al Tg1 e accettai. Fu la mia fortuna”.

Le telecronache nel canottaggio l’hanno resa inconfondibile.
“Gli Abbagnale, Rossi e Bonomi…non mollo mai il respiro. È uno sport cheio hofatto,ho partecipato alla selezione perle Olimpiadi del 1968 a Città nel Messico. Era come se fossi in barca con loro, era un “tre con”. Era un modo per salire anche io sul podio. Poi, dopo la telecronaca collassavo”.

A Seul 88 l’hanno anche buttata in acqua.
“Un bacino freddo e fetido, ce l’avevano con questo pazzo che urlava per l’Italia. Mi dà soddisfazione aver fatto capire che il canottaggio non è uno sport stupido. Io poi ce l’ho nel sangue, mio padre viene dal Lago Maggiore, è stato campione d’Europa”.

La telecronaca degli Abbagnale ha rischiato di non esistere.
“In Rai avevano proclamato sciopero generale. Quando l’ho saputo ero a mangiare il solito tortellino, a Seul, e pensai: ci siamo fatti migliaia di km per venire a ubriacarci insieme a mignotte asiatiche e soldati americani. Tornai in albergo alle 6 del mattino e scoprii che mi cercavano, c’avevo du’ chili de bigliettini alla porta: sciopero rientrato. Nemmeno il tempo di lavarmi, saltai su un taxi e mi scordai anche
il badge per entrare allo Stadio Olimpico. “E mo’?” Ma quella era la mia giornata,mifecero entrarelo stesso. Arrivai in postazione senza manco il foglio partenti ma tanto me li ricordavo a memoria”.

E il canottaggio azzurro oggi?
“Poca roba, c’è pure qualcuno fermato per doping:come sem’avessero accoltellato il cuore”.

Pure col calcio…pagine storiche.
“Ogni domenica ero in giro per l’Italia. Facevo 2 minuti per la Domenica Sportiva,me dovevo fa’ un culo…Questa non l’ho scritta nel libro. Fine Anni 80, so’ a Verona-Napoli. Rivalità al top, tifosi che s’offendono con cori e striscioni, “benvenuti in Italia”, “lavatevi”,
il geniale “Giulietta è ’na zoccola”dei napoletani.È settembre e siccome l’autostrada è sempre bloccata dai turisti per la prima volta ho a disposizione l’elicottero Rai per portare il servizio a Milano. Ma quel giorno piove di tutto: “Finiamo in un campo di mele”,
dice il pilota. Quindi niente elicottero, corro a prendere il treno, il Brennero-Milano: non arriverà mai, “Black out della linea elettrica”, annuncia l’altoparlante. Uno normale si mette il cuore in pace, io invece corro dai carabinieri, c’è il comandante napoletano
che mi dà una gazzella e via. Sembra di essere in Fast & Furious, a 200 all’ora in autostrada col lampeggiante che fa scansa’ tutti, da sentisse
male. Alle 22.15 mi presento in Corso Sempione con le cassette in bocca e  Ciotti fa in diretta: ‘Ringraziamo l’Arma per averci portato sano e salvo Galeazzi e soprattutto le cassette'”.

Scusi Galeazzi, imita Ciotti? Ma non era lei quello imitato?
“Nicola Savino grazie a me è diventato miliardario. Me fa piega’, ma ha messo il santino con la mio foto in camera… Insomma, tutto ’sto casino di Verona per un servizio de du’ minuti: so’ tornato in albergo e so’ crollato”.

Anche quello per lo scudetto del Napoli doveva essere 2 minuti, invece ne andarono in onda 16.
“Il Napoli sta pe’ vince’ il titolo, prima della fine me fo chiude’ negli spogliatoi da Carmando, il massaggiatore. Dopo la partita fori ce stavano 200 giornalistida tutto il mondo, Sudamerica, Giappone, Congo:ma dentro c’ero solo io. La genialata fu far fare a Maradona le interviste”.

Chi è Diego?
“Un grande, con la droga ha sbagliato, ma per me è il più grande, nel senso di uomo squadra, perché ha fatto vince’ de’ pipponi micidiali».

La portava a mangiare la pizza da Ciro a Mergellina…
“Con Carnevale, la moglie… C’erano le telecamere della DS e lui mi sfotteva “che c… dici Galeazzi”.Poi portava la moglie a casa e lui se ne andava con la Ferrari nera a fa’ danni. Le più brutte di Napoli erano sue, gli piacevano alla Botero. A me invece piacciono quelle tipo Nicole Kidman”.

Un altro genio del pallone che ha conosciuto bene è Platini.
“Con Michel abbiamo fatto un viaggio in Germania molto intenso. Si era appena ritirato e come me ama il tennis e McEnroe. Ogni volta che ci fermavamo giocavamo. E anche lì grande avarizia. Non pagava mai un campo, quando vinceva scriveva il risultato sulle magliette e me le dava per promemoria: ce le ho ancora. E quando andavamo a cena lui sapeva sempre dove erano i buffet Uefa pe’ scrocca’”.-

E l’avvocato Agnelli?
“Il problema non era intervistarlo, ma avvicinarlo, superare il corteo che lo accompagnava. Lui amava sfottermi: “Cavo Galeazzi, se c’è lei è una pavtita impovtante”. Allora un giorno lo stuzzicai:“Avvoca’, ce so’più democristiani  o juventini?”. “Favò un’indagine. Comunque
questa convevsazione mi piace e vovvei pvosegvivla a cena'”.

C’è un altro Galeazzi in giro?
“I telecronisti di oggi sono preparati ma un po’ artificiali. Guarda Piccinini, dice sempre le stesse cose… Caressa mi piaceva ma ora racconta la sua partita: ti dice che quello “s’è fatto male alla caviglia” invece s’è rotto la spalla. E poi oggi fanno tutti quelle conferenze stampa sedute… io andava a bussa’ alle porte, a rincorre’ i giocatori: gli strappavo le risposte dagli occhi”.

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