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Palermo-Verona 3-2. Il finale è stato agonico, ma il Palermo è riuscito a mantenere la categoria. La squadra di Ballardini ha superato un Verona sicuro ultimo ma non poi arrendevole come ci si poteva attendere. Nonostante i tanti brividi, i rosanero hanno conquistato la salvezza trascinati dai gol del più talentuoso, dell’ex epurato e della vecchia volpe. Per il Verona l’ennesima sconfitta di un campionato nato male e finito peggio.

Nonostante fosse solamente il Palermo ad avere velleità di classifica, i dati sulla supremazia territoriale premiano il Verona: 41%-59% il dato sul possesso palla, con i gialloblu più presenti nella metà campo avversaria (44%-50%) e con un baricentro medio leggermente più alto rispetto ai padroni di casa (48,86 m – 50,66 m). Sul piano delle conclusioni, la partita si è chiusa in sostanziale parità: 6-7 il computo delle conclusioni totali, mentre entrambe le squadre al novantesimo hanno prodotto 4 tiri in porta e 4 occasioni da gol. Come anticipato, il Verona è stata la più manovriera delle due formazioni in campo, come dimostrano i dati sulle azioni manovrate (12-26) e sulle ripartenze da recupero (12-8), oltre che il maggior numero di lanci lunghi effettuati dal Palermo (21-8). Entrambe le compagini hanno perso parecchi palloni (32-36) e sbagliato tanti passaggi (36-35), ma il Palermo è stato leggermente superiore in fase di recupero palla (31-23).
Dal punto di vista individuale, sugli scudi senza dubbio Enzo Maresca: il centrocampista rosanero non solo è andato a segno, ma è anche il giocatore che ha recuperato più palloni (6), che ha subito più falli (4) e che ha corso più di tutti durante la partita (11,7 km). Bene anche Rispoli, 4 cross e 2 assist, oltre che Vazquez, che come al solito ha prodotto tanto (1 gol, 2 occasioni), ma è anche il primo per palloni persi (10) e per falli commessi (6). Nel Verona bene Viviani, che regala gol e assist oltre ad essere il giocatore dei suoi con più chilometri percorsi al termine del match (11,4 km) e bene anche Pisano (gol, 4 cross).

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