SHARE

diegocosta

Con l’avvicinarsi a grandi passi dell’inizio dei campionati Europei che prenderanno il via il prossimo 10 giungo in Francia, le 24 pretendenti alla vittoria finale stanno via via diramando gli elenchi dei convocati per la competizione europea. Tra i ct che hanno già stilato la lista dei calciatori che dovrebbero prender parte alla rassegna continentale c’è anche il selezionatore della Spagna campione in carica, quel Vicente Del Bosque capace di guidare le ‘Furie Rosse’ alla vittoria finale del torneo solamente quattro anni fa demolendo proprio l’Italia nell’atto finale. Tra i 25 per ora chiamati da Del Bosque spiccano due assenze che per motivi differenti hanno sorpreso e fatto storcere il naso: Diego Costa e Fernando Torres. Anziché convocare i centravanti di Chelsea e Atletico Madrid infatti il ct iberico ha preferito i vari Pedro (Chelsea), Morata (Juventus), Aduriz (Athletic Bilbao), Nolito (Celta) e Vázquez (Real Madrid). In particolare può sorprendere (ma neanche più di tanto), la convocazione del centravanti dell’Athletic Bilbao, reduce sì da una buona stagione a livello personale, ma sicuramente con meno esperienza a livello internazionale di Costa e soprattutto di Torres che proprio negli anni di gloria ha impressionato con la casacca della nazionale spagnola. Buona annata anche per Nolito, mentre Pedro non ha di certo rispettato le aspettative in Blues e Vazquez che di mestiere in realtà fa l’attaccante esterno ha avuto un ruolo piuttosto marginale soprattutto nella prima metà di stagione col Real.

BOMBER DEL POPOLO – Partiamo dall’esclusione di Fernando Torres, centravanti dell’Atletico Madrid del Cholo Simeone chiesto a gran voce dal popolo ed in particolare dai supporters colchoneros. El Nino che in gioventù ha impressionato tutti per la sua precocità e le sue qualità sottoporta, ha messo insieme finora ben 110 presenze condite da 38 goal con la maglia della ‘Furia Roja’ esordendo ad appena 19 anni e 5 mesi ed entrando così di diritto nella storia della nazionale spagnola soprattutto grazie alla rete decisiva che nel 2008 regalò proprio la vittoria dell’Europeo alla Spagna contro la Germania. In verità l’ex Chelsea manca in nazionale da ormai due anni e più che una reale opportunità, la sua convocazione appariva molto di più come una semplice speranza dei tifosi spagnoli, contenti di poter riabbracciare il miglior nueve iberico degli ultimi dieci anni che ha lasciato inevitabilmente un vuoto proprio in quella zona di campo. Dopo anni bui passati tra Chelsea e Milan, Simeone e l’aria di casa gli hanno ridato una seconda giovinezza riportandolo in auge in Liga dove ha messo a segno 11 reti in 30 apparizioni a cui va aggiunto anche un goal in Champions dove ha messo la sua esperienza al servizio dei compagni più giovani divenendo leader offensivo dello spogliatoio dei Colchoneros.

NATURALIZZATO E SCARICATO – Molto diversa invece la storia che ha visto protagonista Diego Costa, centravanti brasiliano naturalizzato spagnolo, nato a Lagarto nel 1988 ed ora militante nel Chelsea. Proprio il suo approdo nella Nazionale spagnola per molti avrebbe dovuto rappresentare il nuovo che avanza, in grado magari di sostituire al meglio proprio un Torres al tramonto della propria carriera nel ruolo di bomber della Roja. Le cose non sono però andate proprio così e le sue prestazioni spagnole non hanno minimamente rispettato le aspettative nonostante un’attesa spasmodica per il suo esordio e un bisogno reale della Spagna di rinnovarsi proprio in quella zona di campo coperta poi in qualche modo con l’avanzare della soluzione barcelonista denominata appunto ‘Falso Nueve’. Andiamo però con ordine, quando e come Diego Costa ha ottenuto la nazionalità spagnola? L’avventura del numero 19 del Chelsea con le selezioni nazionali in realtà è iniziata nel marzo del 2013 con la Selecao brasiliana. Il ct dell’epoca, Felipe Scolari, convocò Costa per gli impegni amichevoli contro Italia e Russia proprio un mese dopo le prime voci su una possibile futura telefonata da parte della federazione spagnola. Una manciata di minuti da subentrato in entrambe le gare e la consapevolezza di non essere il punto cardine del Brasile di Scolari hanno però ben presto convinto l’attaccante all’ora in forza all’Atletico Madrid di accogliere le richieste della federazione spagnola che nel settembre del 2013, dopo aver ottenuto la cittadinanza, ha chiesto ufficialmente alla FIFA  di poter convocare il ragazzo di Lagarto che intanto continuava al meglio la sua crescita in Liga dove era divenuto il leader offensivo del Madrid. Ad ottobre dello stesso anno il centravanti naturalizzato spagnola firma un documento con il quale si ‘svincola’ dalla selezione brasiliana facendo esplodere l’ira di Scolari. La documentazione è pronta, la licenza c’è e il via libera dei massimi organi internazionali scatena l’incredibile attesa intorno alla figura di Diego Costa, finalmente pronto ad esordire con la Spagna. Il destino vuole che nel marzo 2014 è ancora l’Italia a bagnare un esordio per la verità non troppo esaltante. L’emozione della prima forse, ma i primi dubbi cominciano a sorgere. Intanto i 36 goal stagionali sembrano spazzare via ogni ripensamento e Del Bosque si affida a lui per i Mondiali brasiliani del 2014, proprio quelli della debaclé clamorosa della Spagna. Costa finisce presto sul banco degli imputati e la sua avventura in rosso prende subito una brutta piega. Nei mesi successivi le qualificazioni europee e Del Bosque occorrono in suo aiuto, ma una sola rete nelle prime  10 ed uniche apparizioni iberiche contribuiscono alla sua definitiva bocciatura. L’ultima gara di Costa in Nazionale risale al novembre 2015 e la sua pessima seconda stagione col Chelsea non aiuta. Oggi infatti Del Bosque ha preferito lasciarlo ancora una volta a casa stroncando forse già a 27 anni le possibilità di Diego Costa di scrivere una parte di storia delle ‘Furie Rosse’.

SHARE