SHARE

klopp-emery-europa league

La finale di Europa League andata in scena ieri sera a Basilea ha definitivamente consacrato il Siviglia, capace di conquistare per tre volte di fila questa competizione, un’impresa che nessuno aveva effettuato finora. Ma è stata anche la grande serata di Unay Emery, artefice di tutti e tre i successi degli andalusi.

Il tecnico spagnolo non ha sbagliato un colpo finora e in tre anni alla guida del Siviglia si è portato a casa l’Europa League in tutte le circostanze. Sono gli unici trofei della carriera di Emery, che non è riuscito a spuntarla nelle due Supercoppe Europee finora disputate e ha vissuto campionati altalenanti. Ma evidentemente, l’Europa è il terreno di caccia per lo spagnolo più volte accostato a club italiani, in primis il Milan che è stato davvero vicino a lui nella scorsa stagione, ma poi dal Siviglia è arrivato solo Bacca. Emery non ha mai disdegnato l’interesse dei club della serie A, tanto da aver dichiarato: “La Serie A è un campionato interessante, ma io sto bene al Siviglia”. Emery, in precedenza corteggiato anche dalla Roma e dal Napoli, darebbe nuovo slancio al nostro torneo, è un allenatore vincente che forse ha dato tutto al Siviglia e al calcio spagnolo e ha raggiunto la maturità necessaria per provare l’avventura lontano dall’isola felice del Siviglia.

Per un allenatore che festeggia, dall’altro c’è qualcuno che piange: per Klopp è mancato il successo in finale che avrebbe permesso al Liverpool di salvare una stagione deludente, che il tedesco ha risollevato solo in parte. Sono due le finali europee che Klopp ha conquistato ma in cui non è riuscito ad imporsi: oltre a quella di ieri, si ricorda la finale di Champions League del 2013 con il Borussia Dortmund, quando un gol nei minuti conclusivi condannò i gialloneri. Oltre a queste finali di carattere internazionale, Klopp ha conquistato la medaglia d’argento anche in altre tre circostanze per un bottino sfortunato di 5 finali perse consecutivamente: nel 2014 ha perso la finale di Coppa di Germania sempre contro il Bayern Monaco e sempre nella stessa competizione ha dovuto cedere nell’anno successivo al Werder Brema. Poi si arriva alla storia recente, quella inglese del Liverpool, dove aveva già assaporato l’amaro sapore della sconfitta in finale nello scorso mese di febbraio dove i suoi uomini si sono arresi al Manchester City nell’atto conclusivo della Capital One Cup. Qual è dunque il problema di Klopp? L’allenatore tedesco è sempre stato bravissimo a motivare i suoi giocatori per conquistare partite importanti o effettuare rimonte in gare che sembravano già chiuse, eppure non riesce a trasmettere quel qualcosa in più che serve in occasione di una gara secca decisiva. Lo stesso Klopp ne aveva parlato in conferenza stampa prima della finale di ieri e aveva respinto le idee di qualcuno secondo cui lui sentisse la pressione di questa statistica, che forse senza un motivo apparente, continua ad essere viva ed allungarsi.

SHARE