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Roberto Mancini allenatore Inter
Roberto Mancini, fonte: www.inter.it
Roberto Mancini allenatore Inter
Roberto Mancini, fonte: www.inter.it

Roberto Mancini, allenatore dell’Inter, è intervenuto ai microfoni di Inter Channel. Ecco le sue dichiarazioni riportate da fcinter1908.it:

INIZIO – “I giocatori si dovevano conoscere, il gioco non poteva essere spumeggiante. Facevamo pochi gol ma ne subivamo pochi. Partire così dà consapevolezza alla squadra. Abbiamo cambiato molti giocatori, chiudendo in attivo il mercato. Eravamo comunque in testa ed eravamo criticati per 20 giornate. Secondo me avevamo iniziato bene al di là del primo posto. Avevamo questo piccolo problema di fare pochi gol, alla lunga si è rivelato il problema maggiore”.

LA RIMONTA DELLA JUVE – “Se avessimo battuto la Juve all’andata, avremmo preso più consapevolezza. Lo 0-0 fu giusto, non meritavamo di vincere nè noi nè loro. Ma la Juve aveva vinto i campionati con tanti punti di distacco quindi poteva recuperare. La Juve ha una qualità enorme, ha tanti giocatori. Non penso assolutamente che avremmo potuto vincere il campionato. La Juve ha fatto un filotto incredibile”

CRITICHE – “Hanno criticato anche Sarri alla fine perché giocava sempre con gli stessi. In Italia è lo sport preferito rompere le scatole agli allenatori. Io non leggo molto le critiche, vado per la mia strada. Faccio sicuramente molti più errori di altri ma questo è il mio lavoro. Bisogna accettare gli errori e metterli a posto. Noi siamo in costruzione, era difficile pensare di vincere. Ma per come eravamo partiti, avremmo potuto centrare la Champions. Ma in un campionato ci sono momenti difficili. Alla fine credo che l’Inter abbia raggiunto il quarto posto facendo tanti punti. Con i nostri punti si è sempre andati in Champions, in Europa con quei punti si va in Champions. Proprio così schifo non mi sembra che abbiamo fatto. La Gazzetta a inizio campionato ci metteva dietro il Milan, insieme alla Lazio, quinta o sesta. La posizione è quella giusta con un po’ di rammarico per l’inizio ottimo”

CRISI – “Probabilmente dall’Atalanta e con il Sassuolo. La Lazio è stato un episodio ma anche il Sassuolo. Ci sono state alcune partite (Lazio, Sassuolo, Carpi, Atalanta) dove avremmo potuto fare molto di più per quello che avevamo costruito. Dal Sassuolo in poi siamo andati in difficoltà, lì potevamo fare qualcosa in più sicuramente”.

RIPRESA – “Dalla partita prima del 3-0 con la Juve, da quel momento lì siamo un po’ ripartiti. C’abbiamo messo un paio di sconfitte che non ci stavano. Torino e Genoa, quelle erano partite che potevamo vincere”.

COPPA ITALIA – “Avrebbe dato un sapore diverso. Aver battuto la Juve solo 3-0 con tante possibilità di fare il quarto e poi perdere ai rigori è stato un grande rammarico. La finale ci avrebbe dato quello che meritavamo, non di più. Giocarsi la finale sarebbe stato bello per i ragazzi e per la stagione”.

TERZO POSTO – “Non so, forse avessimo vinto lì sicuramente sarebbe cambiato qualcosa. Abbiamo fatto quello che dovevamo, forse dovevamo chiudere la partita sull’1-0, facendo il secondo gol. La Roma ha pareggiato meritatamente, ha avuto occasioni per farlo. Il risultato forse è stato anche giusto così. Avessimo chiuso prima, forse sarebbe cambiata anche la questione terzo posto.

MERCATO – “I giocatori devono capire cosa è l’Inter. L’Inter è un grande club, ha una storia di grande vittorie, di oltre 100 anni. La maglia dell’Inter è stata indossata da fuoriclasse assoluti, ora è il momento di metterci qualcuno di questi che aiutino a crescere i ragazzi, che sono giovani ma hanno qualità. Sono fiducioso sulla squadra, su questa che è venuta fuori negli ultimi 2-3 mesi, è ritornata e ha messo delle buoni basi. Non cambiavi più per questo? Sì, pressappoco si. Il modulo? I giocatori sono sempre undici. Chi critica e chi elogia deve andarci cauto. E’ giusto che si possa esprimere un parere ma a volte c’è un po’ di mancanza di rispetto per chi lo fa di lavoro da anni. La critica, la polemica, il caos piace. Bisogna valutare le cose per bene, non far credere alla gente cose non vere. Il tifoso è tifoso, conta vincere”.

FUTURO – “Vorrei ricordare solo questo. Quando venni all’Inter nel 2004, avevamo giocatori molto bravi, che non riuscivano a vincere da anni. Poi in due anni, con una squadra molto più pronta, siamo riusciti a diventare forti e abbiamo aperto il ciclo. E’ passato un anno e mezzo, non è che siano passati cinque anni. Abbiamo cercato di fare meno errori possibili, non siamo perfetti. Ma come ho detto, un allenatore sente quando una squadra sta arrivando. Penso che la squadra ci sia, dobbiamo azzeccare quei 2-3 tasselli per un ulteriore salto di qualità. Poi nel calcio…il Leicester ha vinto la Premier. Ranieri è sempre stato criticato da tutti in Italia, lui è sempre lo stesso. E’ sempre stato bravo, ora tutti lo osannano. Uno non bravo non allena l’Inter, la Roma, la Juve. Nel calcio non si sa mai. Dobbiamo migliorare ancora e vedremo cosa potremo fare.”

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