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Gian Piero Gasperini, Genoa - Fonte Twitter account Genoa FC
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Gian Piero Gasperini, Genoa – Fonte Twitter account Genoa FC

Nonostante una finale di Coppa Italia ancora da disputare, il destino di Cristian Brocchi sembra già segnato. Il pessimo finale di stagione del Milan, guidato dal debuttante ex tecnico della Primavera, ha scatenato il più classico dei toto-allenatori. Dal “solito” Lippi a Montella, dal sogno Emery alla grande occasione per Marco Giampaolo, passando addirittura per l’ex Roma Rudi Garcia. Tanti nomi e nessuna certezza, soprattutto nella testa di chi ha in mano le sorti del Milan che verrà, ovvero Silvio Berlusconi. Il numero uno rossonero sembra intenzionato a decidere di testa sua: l’ultima esperienza con un tecnico scelto da Galliani – Mihajlovic – è finita male, ecco perchè Berlusconi intende scegliere in prima persona la guida tecnica della terza ricostruzione milanista consecutiva. Il progetto è chiaro: qualora non dovesse essere possibile raggiungere un allenatore in grado di plasmare un Milan “Padrone del campo e del giuoco”, si andrà avanti con Brocchi, senza scelte di ripiego che portino ad un epilogo simile a quello visto nelle scorse settimante con Mihajlovic. Tra la rosa dei papabili però, non è presente un allenatore che in questi anni ha dimostrato di poter essere d’aiuto alla causa rossonera: Gian Piero Gasperini.

PROGETTO GIOVANI – L’attuale allenatore del Genoa è da sempre apprezzato nell’ambiente per la sua bravura nel lavorare con i giovani calciatori. Se davvero quelle di Berlusconi sul “Milan giovane e italiano” non sono solo chiacchiere, Gasperini potrebbe essere un profilo adeguato per portare avanti un’idea di questo tipo. Ma non è tutto: se c’è una cosa che il mister di Grugliasco ha dimostrato, durante le stagioni trascorse alla corte del vulcanico Preziosi, è il proprio spirito d’adattamento. Spesso e volentieri non ha avuto alcuna voce in capitolo sul mercato e non di rado si è ritrovato con la squadra stravolta durante il mercato di gennaio. Ma, a volte con qualche difficoltà come quest’anno e a volte alla grandissima come l’anno scorso, ha sempre condotto la barca in porto.

IDEE CHIARE – Il principale problema del Milan negli ultimi anni ha riguardato il gioco espresso dalla squadra. Con la parziale eccezione della gestione Seedorf infatti, la frase di Berlusconi “Non ho mai visto il Milan giocare così male” è estendibile a tutto il periodo successivo alla dipartita dei senatori e di Ibrahimovic. Fallito il “progetto grinta” di Mihajlovic, l’unica chance per il club rossonero di tornare ad avere una chiara identità è affidarsi ad un tecnico che abbia un’idea di calcio ben definita e che i giocatori possano assimilare senza dover far fronte a continui cambiamenti di modulo e di schemi tattici. A Napoli, per esempio, la scelta di affidare la squadra ad un allenatore con queste caratteristiche non ha portato allo scudetto soltanto per via di un avversario al momento inarrivabile per qualità e profondità della rosa. Anche volendo fare le dovute proporzioni tra Sarri e Gasperini, è innegabile che l’attuale mister del Genoa sotto questo punto di vista sia un profilo che corrisponda alle esigenze milaniste. Per anni è stato acclamato come portatore di una filosofia di gioco divertente e innovativa, il suo 3-4-3 con i giusti accorgimenti potrebbe tornare a far divertire il pubblico di San Siro.

INVERSIONE DI TENDENZA – Da anni l’autostrada Milano-Genova vede un fitto scambio di giocatori impegnati nel raggiungere il Genoa via Milan o viceversa. Un Gasperini che entrasse nello spogliatoio del Milan attuale, per rendere l’idea, non si ritroverebbe davanti soltanto volti nuovi. Non c’è niente di male nell’avere una corsia preferenziale con questo o quel club del presidente amico, il problema semmai sta nel fatto che di recente i giocatori sbarcati in rossoblu dopo l’esperienza al Milan rendono molto più dei colleghi che fanno il percorso inverso. Perché i Kucka e i Bertolacci faticano come non mai ad avere un rendimento accettabile a Milano, mentre i Niang e i Suso fanno impazzire Marassi? Per via delle diverse pressioni, dicono in molti, ma forse dopo tanti tentativi l’idea buona potrebbe essere quella di rubare al Grifone anche il manico, non solo la scopa. I giocatori che hanno già avuto modo di lavorare con lui, inoltre, sarebbero d’aiuto allo stesso Gasperini per inculcare con maggiore facilità le proprie idee nella testa di tutti i componenti della rosa.

DENTE AVVELENATO – In tempo di “vacche magre”, spesso e volentieri l’unica consolazione arriva dalle rivalità cittadine. Il presidente dell’Inter, Eric Thohir, nei giorni scorsi si è calato nella parte del tifoso interista ricordando che da quando è al comando della società nerazzurra, il Milan ha sempre chiuso il campionato alle spalle dell’Inter. Senza fare voli pindarici parlando di titoli, quale occasione migliore per tornare a primeggiare almeno entro i confini cittadini? A parti inverse non andò benissimo a Leonardo, ma per il tifoso milanista tornare davanti ai “cugini” con in panchina un ex nerazzurro potrebbe dare soddisfazione doppia. Certo, non si tratta di un grande ex. L’avventura di Gasperini a Milano è stata tutto meno che indimenticabile, nonostante le colpe del disastro forse non siano da ascrivere completamente a lui. In ogni caso, la pessima esperienza all’Inter potrebbe essergli servita come monito per il futuro.

Gasperini nelle ultime settimane pare sempre più lontano da Genova e dal Genoa. Chissà che a qualcuno al Portello non venga una pazza idea.

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