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UEFA Dalton e l'erba San Siro, Milano
UEFA Dalton e l'erba San Siro, Milano
UEFA Dalton e l'erba San Siro, Milano
UEFA Dalton e l’erba San Siro, Milano

Dalton (UEFA) ci va giù duro: “Erba di San Siro? Capo giardiniere giovane. Gli altri possono tenere al massimo in mano un forcone”

Ieri sera la finale di Europa League all’interno dell’impianto di Basilea, la prossima settimana quella di Champions League a San Siro. Nel mezzo la diatriba che non ci si aspetta: la qualità del manto erboso del campo del Meazza. Come riportato nell’edizione odierna del quotidiano sportivo Tuttosport, Keith Dalton ha spiegato così le problematiche relative alla location della finale: “Dobbiamo far fronte a molti problemi per preparare un prato degno di una finale di Champions – aggiunge il match operations manager dell’Uefa – Il capo giardiniere, con tutto il rispetto per lui, è molto giovane ma è anche l’unica persona con competenze tecniche nella squadra operativa dello stadio. Tutti gli altri possono al massimo tenere una forca“.

ERBA DELLA DISCORDIA Nel giro di un paio d’ore è arrivato il chiarimento da Ginevra: “L’Uefa non ha assolutamente alcuna riserva a proposito delle condizioni del campo dello stadio i Milano, che sarà eccellente”, ha dichiarato all’Ansa il direttore delle competizioni dell’Uefa, Giorgio Marchetti, parlando di “citazioni prese completamente fuori dal proprio contesto”. Nella versione del servizio stampa Uefa, il funzionario parlava dell’organizzazione di partite in generale, e ha preso a esempio il di Milano, spiegando che quando vi sono due club che si dividono uno stadio, peraltro di proprietà del Comune, l’organizzazione è più complessa, così come accertarsi che il campo sia impeccabile. Manca mezza stella Sul prato di San Siro, misto naturale-sintetico, quest’anno si sono giocate 45 partite (l’ultima sabato scorso) più eventi collaterali. E nel test di un paio di giorni fa, valutando colore, densità dell’erba, rimbalzo della palla e durezza del campo, la Uefa “ha riconosciuto un ranking di 4.5 stelle su 5, per arrivare alle 5 il 28 maggio”, spiegano da M-I Stadio.

“Un risultato ancor più esaltante considerando il clima di Milano e la struttura piuttosto chiusa dell’impianto”, aggiunge l’agronomo Giovanni Castelli, responsabile del terreno del Meazza e membro della commissione impianti sportivi della Lega calcio di Serie A e B, che lavora assieme a un team di sei giardinieri guidati da un 33enne laureato in Scienze agrarie. “Se vi fossero state criticità rilevanti, l’indicazione sarebbe stata quella di rizollare il campo cosa che a San Siro negli ultimi 3 anni non è mai avvenuta in corso di stagione”, ha aggiunto M-I Stadio. La polemica è dunque rientrata e “l’organizzazione della finale – garantisce Marchetti – è su ottimi binari”.

(fonte Tuttosport)

Stefano Mastini