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Cristian Brocchi, Milan - Fonte twitter account ufficiale Milan
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Cristian Brocchi, Milan – Fonte twitter account ufficiale Milan

Una notte per dimenticare le amarezze di una stagione tormentata e maledetta. All’Olimpico, contro la Juventus, il Milan si gioca la gara più importante dell’anno, con Cristian Brocchi pronto a regalarsi il suo primo trofeo da allenatore rossonero: “C’è grande voglia di giocare questa partita, non capita tutti i giorni di conquistare una coppa e noi proveremo a farlo”.

Come si batte questa Juventus?

“Tutte le squadre hanno difetti. Quelle forti come la Juventus sono quelle che ne hanno di meno e che hanno grande ferocia. La Juve, grazie alla sua mentalità vincente, ha saputo ribaltare un inizio di stagione non facile. Ma se lotti, puoi arrivare a vincere. Non dovrà mancare lo spirito, la voglia di aiutarsi tra noi. La Juve lo fa sempre, e questo ti aiuta a sopperire quando qualcuno è in giornata no. Non si deve badare esclusivamente al proprio orticello”.

Con sette-otto giocatori come Brocchi, il Milan potrebbe avere la meglio sulla Juventus?

“Non so se riuscirebbero a batterla, ma le darebbero sicuramente un grande filo da torcere”.

Quanto cambierebbe, con una vittoria, la valutazione della stagione del Milan?

“Vincere la coppa Italia sarebbe qualcosa di stupendo, soprattutto per chi ha sofferto per il Milan in questi anni. In caso di successo non potremo dire che la stagione è stata positiva, ma si dovrà lavorare per non ripetere certi errori che ti costringono a giocarti all’ultimo qualcosa di importante”.

La squadra come sta vivendo la vigilia del match?

” Molti di loro, domani, avranno l’ultima possibilità di vincere qualcosa. Chi andrà a scadenza potrà lasciare con un bel ricordo, chi andrà via si porterà dietro una vittoria che rimarrà nella sua storia e in quella del club e chi rimarrà, invece, si sarà meritato di rimanere. La scelta del ritiro è stata concordata, abbiamo anticipato di un giorno il ritiro per preparare al meglio la finale, senza che nessuno si sia messo di mezzo”.

E tu ti senti pronto per una gara così importante?

“E’ un momento complicato e allo stesso tempo esaltante, ma sto mantenendo il mio equilibrio, la mia voglia e la mia determinazione. Siamo alla fine di questo breve percorso, ci vogliamo togliere una soddisfazione grande. I giocatori si sono allenati bene, ho visto qualcosa di diverso, ma non mi faccio fregare più da questo, perché anche prima della Roma era successo. Spero che tirino fuori davvero quel qualcosa in più. E’ l’occasione giusta, parliamo di una finale. Questa gara mi rievoca i pensieri di Lazio-Roma, finale di Coppa Italia, ma anche le altre vigilie dove ci si giocava un trofeo. Oggi, come nelle altre occasioni, non vedo l’ora che inizi la partita”.

Temi l’esperienza di Allegri?

“Io sono carico a mille. La partita la vivo come se fossi ancora un giocatore dal punto di vista emotivo. Devo avere la lucidità di capire quali saranno, in partita, i momenti decisivi per frappormi ad un allenatore bravo e preparato come Allegri. Domani l’unico aspetto importante è la squadra, che ha l’opportunità di dare una grande gioia ai tifosi e al club”.

Niang sarà della partita?

“Si è allenato con la squadra. Questa settimana ha proseguito nel suo lavoro, è stato fatto un piccolo miracolo da parte dell’area medica che ce l’ha messo a disposizione per la finale. E’ normale che non abbia i 90 minuti e non partirà titolare. Sicuramente ho nella mia testa di dargli la sua chance se ne avremo bisogno”.

Donnarumma?

“Gigio ci ha dato dimostrazione nel tempo di non farsi fregare dall’emozione. Ha grande freddezza e serenità e nel talento di un giocatore c’è anche l’aspetto mentale. E’ un grande portiere e sa cosa fare”.

Quanto peseranno le assenze di Abate e Antonelli?

“Sono due assenze pesantissime, non abbiamo molte alternative. Per questo è stato provato anche Romagnoli terzino. Abbiamo solo Calabria e De Sciglio ma in caso di emergenza non ci faremo cogliere impreparati”

Lo stress ti condiziona di più da allenatore o da calciatore?

“Da giocatore non mi ha mai dato problemi. Da allenatore hai altre pressioni, soprattutto dall’ambiente esterno. Ma quando sai di aver dato il massimo resti sereno, a prescindere da tutto il resto”.

Il tuo futuro è legato alla conquista della coppa?

“Conta solo la finale, poi faremo tutte le altre valutazioni. Sarei felice di continuare al Milan, è ovvio. Ora, però, non è importante Brocchi, ma che la squadra si giochi bene la finale. Se non dovessi essere io l’allenatore dell’anno prossimo, avrò vissuto comunque un’esperienza meravigliosa”.

Il discorso di Berlusconi ha motivato il gruppo?

“Gli è sempre stata riconosciuta la sua dote da grande motivatore. Le sue parole possono sortire un effetto positivo”.

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