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vrenna
Fonte: fccrotone.it

Intervistato dalla redazione del “Corriere dello Sport”, il presidente del Crotone Vrenna si gode questo momento di grande felicità per la città e la regione Calabria, conscio della straordinaria impresa della squadra rossoblu che per la prima volta nella storia giocherà nel massimo campionato.

Vrenna non nasconde l’importanza di questa promozione in relazione all’intera regione, che non portava una squadra in serie A da ben sette anni, quando la Reggina disputò il suo ultimo campionato e le sue parole sono una dimostrazione evidente: “Sono molto orgoglioso di aver riportato la Calabria in serie A. Questo avvenimento serve per la città e per la regione che devono essere aiutate per uscire da una sorta di isolamento. La nostra terra ha tante elementi positivi che dobbiamo valorizzare e rappresentare come merito e io credo che, da questo punto di vista, la promozione del Crotone può essere davvero una chance per tutto il territorio“. Il presidente del Crotone risponde con decisione alla domanda su quando avesse capito che la promozione sarebbe stato un obiettivo concreto: “L’ho capito sin da quando abbiamo allestito la rosa, anche se credevo che avremmo potuto raggiungere al massimo i play-off, ma quando abbiamo giocato con grande personalità a San Siro contro il Milan in Coppa Italia, allora ho davvero compreso che avremmo potuto raggiungere la promozione diretta”. Sono tanti i giocatori importanti che hanno vestito la maglia del Crotone nei loro primi anni di carriera, molti di questi in prestito dalle squadre prestigiose per farli crescere e giocare. Fra questi si segnalano giocatori attualmente impegnati in nazionale come Florenzi, Pellé, Bernardeschi e Cataldi e Vrenna para dell’importanza di quest’azione di scouting: “Abbiamo ospitato circa sessanta giovani negli ultimi anni. E’ molto bello valorizzare e far crescere giovani calciatori, molto di questo merito va al ds Peppe Ursino da vent’anni nel nostro club”.

Un problema importante che ha colpito diversi club alla loro prima esperienza è quello dello stadio. E’ molto probabile che la richiesta per la prossima stagione sarà altissima e che lo stadio “Scida” non sia considerato adeguato per ospitare le partite della massima serie. Vrenna affronta entrambi i problemi: “Vogliamo aumentare la capienza dello stadio per portarla a 16.000 posti e riqualificare la parte limitrofa per renderla vivibile e attraente per tutti. Speriamo di restare a Crotone, non ho pensato ad una possibile destinazione perché non sarebbe giusto spostarci altrove”. Si passa a parlare del gioco molto offensivo di quest’anno e di alcuni giocatori fondamentali per la promozione ottenuta, il presidente dei pitagorici la pensa così: “Manterremo la nostra impostazione offensiva anche in serie A, dobbiamo mantenere il nostro modello e valorizzare il patrimonio tecnico costruito in questa stagione. Cercheremo di confermare tutti i nostri migliori giocatori, compreso Budimir che è un calciatore con doti fisiche imponenti e con caratteristiche moderne, da poco riscattato dalla sua società. Su Juric, il presidente dice: “Vogliamo che resti perché ha un anno di contratto con noi, ma non ci metteremo di traverso se volesse cogliere un’opportunità importante. De Zerbi è un buon nome per il futuro, sta facendo bene”. Il Crotone come il Sassuolo, almeno secondo l’idea di Vrenna: “Speriamo di ripercorrere le loro orme, ma il calcio non è solo aspetto economico. Abbiamo ragazzi capaci di crescere e meritare la massima serie”

Ma il Crotone può essere paragonato al Carpi e al Frosinone per la dimensione dell’impresa, dato che in pochi avrebbero scommesso sulla promozione del club calabrese, e per il presidente della società è un dato da non sottovalutare: “E’ un segnale importante, significa che finalmente si da spazio al merito. Se la serie A fosse più paritetica dal punto di vista delle risorse, ogni club potrebbe dire la sua. Non è possibile che una neo promossa in serie A prenda appena 50 milioni di euro e una squadra nella stessa situazione in Premier League ne prenda 150. Infine, una chiusura sul ritorno prepotente del Sud in serie A, che nella prossima stagione vedrà Crotone, Cagliari, Palermo e Napoli, oltre ad un’altra squadra che potrebbe venire fuori dai playoff: “E’ un esempio di riscatto, è bello che ci siano tante squadre del sud in serie A. Peccato che non ci siano dei derby calabresi”.

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