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L'ingresso in campo di Pirlo - FOTO: account ufficiale Facebook Andrea Pirlo
L'ingresso in campo di Pirlo - FOTO: account ufficiale Facebook Andrea Pirlo
L’ingresso in campo di Pirlo – FOTO: account ufficiale Facebook Andrea Pirlo

Andrea Pirlo ha rilasciato un’intervista molto interessante a La Gazzetta Dello Sport: si parla di Nazionale, derby di New York e finale di Coppa Italia.

Andrea Pirlo ha lasciato l’Italia ormai da una stagione per andare a giocare in MLS. Ovviamente, però, non è stato di certo dimenticato per quanto fatto e per un’eredità che verrà trasmessa per sempre. L’ex giocatore di Milan e Juventus si è concesso a La Gazzetta Dello Sport per una lunghissima intervista, nella quale sono stati trattati argomenti a 360°.

Pirlo, che sarà impegnato nel derby di New York a brevissimo, ha spiegato innanzitutto come si vive una stracittadine oltreoceano: “In Europa è una cosa diversa, perché ci sono tifosi che vivono solo per questa partita: per la rivalità che esiste da anni in città. Qui è differente. Questo derby c’è da appena una stagione e non ci può essere l’identica tensione. New York è piena di turisti e tanta gente è originaria di altri posti. Fra noi giocatori, però, la rivalità, quella sana, è molto sentita”. Inevitabilmente, poi, il discorso si sposta su Milan-Juventus: due club che restano nel cuore di Pirlo. “È il derby d’Italia, un match importante e mai banale. Perché è così piena di aspettative per entrambe le squadre: la Juve può tentare la doppietta, il Milan cerca di salvare una stagione deludente. Bianconeri avvantaggiati, perché sono più forti. Ma una finale è particolare e può accadere di tutto”.

Come notato, Pirlo non è stato convocato in Nazionale da Conte per la preparazione ad Euro 2016. E’ ormai addio. Oppure no? “Attenzione, la lista definitiva Conte non l’ha ancora data. E chi sta giocando in gare ufficiali  non è al raduno. Io e Sebastian Giovnco abbiamo parlato con Conte e preso insieme delle decisioni. Abbiamo ancora chance di fare l’Europeo.  Ripeto che ne abbiamo discusso con l’allenatore e sappiamo che cosa ci siamo detti. Preferisco non aggiungere altro”. Pirlo, con grande onestà, spiega anche il perché di eventuale ridimensionamento: “Mi pare normale che il campionato americano non abbia la stessa reputazione di uno europeo. Però bisogna fare delle valutazioni. La Mls non è così visibile in televisione come gli altri tornei, dunque più complicato da seguire anche per gli addetti ai lavori. Chiaro poi che chi gioca in Belgio o in altri Paesi con meno qualità ha comunque la possibilità di fare la Champions League o l’Europa League. Ed è questo che fa la differenza. Se non venissi chiamato, comunque, non sarebbe un’ingiustizia: quando uno prende la decisione di venire qui negli Usa, sa a cosa va incontro. Sono riflessioni che ho fatto e sapevo quali erano i rischi, non sono pentito”.

Sulla situazione italiana, Pirlo si esprime con cautela: “Sarà difficile avere un caso Leicester anche in Italia: la Juventus è troppo più forte. Ma il Sassuolo, ad esempio, è riuscito a dimostrare che se c’è un’organizzazione di gioco e una società seria si possono fare grandi cose”. Infine, un consiglio: “Chi vedrei bene in MLS? Matri”.

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