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Zurigo 30, Lugano 31, Vaduz 35. Vista dal basso, la classifica del campionato svizzero offre un’interessante panoramica sulla corsa salvezza, per ora vinta da Zeman, penultimo e dunque al riparo da spiacevoli sorprese, almeno per ora. A due giornate dal termine, infatti, i giochi sono tutt’altro che chiusi, con un calendario che potrebbe riservare clamorose sorprese da qui al termine della stagione. Domani, alle ore 16, il Lugano di Zeman volerà in Lichtenstein per affrontare il Vaduz. Una vittoria in trasferta consegnerebbe al boemo la quasi aritmetica certezza della permanenza in Super League:

Contro il Vaduz vogliamo fare la partita e giocare a calcio-afferma a tio.ch- senza giocare è difficile ottenere risultato – ha spiegato Zeman in conferenza stampa –  Sarà una gara difficile, come tutte le altre, abbiamo bisogno di organizzazione, disciplina e concentrazione. Dobbiamo cercare di vincere, non possiamo contare sulle disgrazie altrui. Ormai siamo quasi alla fine, sappiamo l’importanza dei punti in palio, dopo questa non ci saranno più molte gare da disputare e tempo per recuperare. Queste sono sfide decisive. In realtà anche quelle prima lo erano, ma è difficile da far capire. Un match di questo genere va preparato anche a livello mentale. Con una squadra come il Lugano bisogna rallentare… tenere tranquilli i giocatori, non bisogna aumentare la tensione perché non la sopportano. Se si faranno influenzare dal risultato di Sion? Spero di no… Proveremo a non far sapere ai giocatori il risultato. Una volta anche in passato quando allenavo un’altra squadra ci provai, in accordo con la società, poi però sul tabellone dello stadio comparivano i risultati…

L’obiettivo passa da un successo e Zeman ci crede, nonostante le difficoltà

«Sarebbe l’impresa più difficile della mia carriera».

Inevitabile la parentesi arbitrale, visti gli episodi poco fortunati delle ultime settimane che hanno pregiudicato il cammino dei ragazzi di Zeman

«Gli errori fanno parte del gioco, spero che si disputi una partita normale con decisioni normali. È quando si sbaglia solo da una parte che viene il sospetto, ma con il sospetto non si va da nessuna parte».

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