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Bojan
Bojan contro lo Swansea (Foto: Facebook ufficiale Stoke City Football club)
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Bojan contro lo Swansea (Foto: Facebook ufficiale Stoke City Football club)

Attaccante spagnolo classe 1990 con un passato in un grande club e un presunto futuro da predestinato finito però oggi in forza allo Stoke City: parliamo ovviamente dell’ex blaugrana Bojan Krkic. L’ex prodigio della cantera del Barcellona ha concluso la stagione con 27 presenze e sette reti in Premier League dove ha tentato il rilancio con la casacca dello Stoke dopo qualche annata di appannamento trascorsa tra Italia, Olanda e proprio Inghilterra, in seguito al suo addio al Barcellona. Proprio con i catalani ha infranto record su record in tenerissima età, divenendo ben presto il miglior marcatore nella storia delle selezioni giovanili del Barça prima di esordire ancora minorenne in prima squadra al fianco dei vari Messi, Eto’o, Henry, Ibrahimovic ecc… Bojan cominciò quindi prestissimo a vivere quello che sembrava a tutti gli effetti un sogno ad occhi aperti, con ben 10 reti in Liga nella sua stagione d’esordio e un futuro inevitabilmente roseo nel florido attacco blaugrana. I piani però non sono andati proprio come previsto e con i primi cambi di allenatore e l’affermarsi a livelli extraterrestri di Leo Messi gli hanno impedito di continuare il percorso di maturazione assottigliandone via via lo spazio in campo fino all’addio nel 2011 in direzione Roma dove sotto la guida di Luis Enrique non è riuscito a tornare sui suoi livelli. Non è andata però molto meglio né al Milan né tanto meno all’Ajax negli anni successivi. Oggi Bojan come detto sta tentando di rilanciarsi in Inghilterra, e direttamente dai microfoni di Catalunya Radio ha parlato dei suoi inizi blaugrana: “Sono stato il miglior giovane a esordire con la maglia blaugrana. Al momento non ero consapevole di quello che stavo facendo, sono attimi che mai nessuno mi porterà via. Debuttare a 17 anni con quella maglia addosso mi ha dato moltissima forza.”

PEP E LUIS – Bojan prosegue poi parlando dei suoi ex allenatori, Guardiola e Luis Enrique con i quali non andrebbe a cena né tanto meno a prendere un caffè: “Non andrei a cena né con Guardiola né con Luis Enrique. Quando in uno spogliatoio non funziona il collettivo ma solo certe individualità non è semplice per nessuno.”

Diverso invece il discorso su Frank Rijkaard, allenatore gradito all’attaccante spagnolo: “Con Rijkaard, ad esempio, mi trovavo molto bene perché mi dava fiducia come a tutti gli altri e mi lanciò nel calcio professionistico, gli devo molto.”

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