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Paulo Dybala, Juventus
Paulo Dybala, Juventus
Paulo Dybala, Juventus
Paulo Dybala, Juventus

Le vacanze e poi il ritiro con la Juventus. Estate senza calcio per Paulo Dybala, fuori dalla lista dei convocati per la Copa America del centenario e bloccato dalla società bianconera che ha già espresso parere contrario circa la partecipazione del suo tesserato alle Olimpiadi di Rio De Janeiro, in programma dal cinque al ventisei agosto. Farà un certo effetto non vedere all’opera, in due competizioni tanto importanti, uno dei 93 più forti del pianeta. La decisione di Martino lascia spiazzati, nonostante l’abbondanza di talento presente nel reparto offensivo. La convocazione di Lavezzi, in fase nettamente calante, lascia un pizzico di amaro nella “Joya” che avrebbe senza dubbio meritato un trattamento e una considerazione diversa. Verrà il suo tempo, viste le premesse e le promesse che il fenomenale argentino intende rispettare.

Le Olimpiadi, invero, potevano quantomeno ammortizzare la delusione per la mancata convocazione del “Tata” Martino ma la Juventus si è fermamente opposta, appellandosi alla necessità di riavere a disposizione il ragazzo in tempo utile per l’inizio del campionato. Tre settimane dall’altra parte del mondo, avrebbero fiaccato Dybala che invece si presenterà prontissimo e in piena forma fisica e mentale ai nastri di partenza della prossima stagione. Sorride la “Signora”, forse meno l’argentino che avrebbe preferito cimentarsi con almeno una delle rassegne sportive in programma questa estate: “Mi spiace non essere stato convocato per la Copa America anche perché sapevo già che il club non mi avrebbe liberato per le Olimpiadi di Rio”.

Una confessione fatta ai microfoni di Direct tv, seguita da un’ulteriore commento sulla discutibile decisione assunta da Martino: “Avrei voluto esserci negli States per la Copa ma dobbiamo rispettare le scelte dell’allenatore”. La delusione, palpabile e assolutamente giustificata, non rischia di compromettere il rapporto tra Martino e Dybala, destinato a diventare un punto fermo dell’Argentina che verrà.

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