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Intervenuto in mattinata a Firenze alla presentazione delle scarpe e dei guanti della nuova collezione evoPower Tricks della Puma allo store di via Calimala, il portiere della Juventus e della Nazionale Italiana Gianluigi Buffon ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti presenti. Queste le parole del portiere azzurro: “I guanti sono importanti, ma ci vuole una mano dentro, una mano solida che aiuti il guanto. Chiellini non sbaglia, oltre a quella con la Germania c’è una rivalità importante anche con la Francia. In una competizione così, Francia-Italia giocata lì sarebbe una gara clou. Abbiamo ricordi straordinari, ma incontrare la Francia vuol dire andare avanti. E’ chiaro che quando incontri una compagine come quella francese, a meno che non sia il girone di qualificazione, sai che sei a pochi passi dal trofeo e quindi firmerei per incontrarli per questo motivo. In questo Euro2016 cominciamo a fari spenti. Abbiamo assenze importanti, ma lo spirito non manca. Siamo dimessi sulla quantità dei giocatori, viste le assenze, ma la cosa importante è non essere dimessi nello spirito perché poi alla fine in queste partite si possono stravolgere tanti equilibri e si possono trovare delle alchimie e delle convinzioni che magari all’inizio si pensa impossibile avere.

“Sono sette partite che possono stravolgere tutto, possiamo trovare nuovi equilibri. Bisogna essere modesti, ma non smettere mai di sognare, dobbiamo pensare di poter fare un buon percorso in questo Europeo, con certe caratteristiche che abbiamo. Difficilmente preparo dei discorsi prima delle partite, spesso dico cose che vengono al momento e che sono frutto delle emozioni. Dobbiamo diventare subito squadra, dobbiamo essere bravi in questo. Poi quando e se lo diventeremo in modo efficace ci sarà spazio e tempo per qualche singolo di emergere. Arriviamo da un ciclo vincente, possiamo trasmettere cose buone e belle a livello di energia. Veniamo da un periodo di grandi vittorie, ma sappiamo che all’estero le difficoltà sono maggiori. Quello che facciamo in Italia potrebbe non bastare, ma non è detto che in Europa non si possa fare ciò che facciamo in Italia”.

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