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marotta mdc

Il  futuro di  Alvaro Morata è uno degli argomenti che tengono banco sull’argomento calciomercato: la sua permanenza alla  Juventus è tutt’altro che scontata, con il Real Madrid  che è pronto ad esercitare la clausola di recompra  per poi girarlo ad un club estero, con l’Arsenal in pole position. Intervistato da Tuttosport, l’amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta ha fatto chiarezza sulla situazione del giocatore, che si risolverà prima dei campionati europei: “Definiremo il futuro di Alvaro Morata nei prossimi dieci giorni, due settimane: la volontà del ragazzo avrà un certo peso. Una volta parlato con il Real Madrid agiremo di conseguenza sul mercato. Per il futuro stiamo monitorando diverse piste: cerchiamo giocatori da Juve, per cui il cerchio è molto ristretto. Berardi è un ottimo giocatore, valuteremo con calma cosa è meglio per noi e per il ragazzo: una cosa è certa, se lo prenderemo sarà per tenerlo”.

Adesso i bianconeri sono una superpotenza a livello mondiale, ma quando Marotta è arrivato nella società non era tutto rose e fiori. L’amministratore delegato ricorda un interessante aneddoto su Camoranesi: “Mi ricordo quando chiamai Camoranesi, mentre lo aspettavo nel mio ufficio pensavo: questo è un campione del mondo e devo dirgli di andarsene. E poi vi confesso che temevo reazioni un po’ forti, visto che giravano leggende, non so quanto vere, su scrivanie rovesciate da Ibrahimovic qualche anno prima. Camoranesi invece mi stupì, perché mi disse: ha ragione lei, qui bisogna cambiare tutto e tutti per far risorgere la Juventus“.

Situazione Morata a parte, che è decisamente particolare vista la clausola di recompra, per i bianconeri cedere i propri gioielli non è la priorità nel modo più assoluto: “Se ora dominiamo è perché, salvo situazioni specifiche e casi inevitabili, abbiamo sempre cercato di consolidare il gruppo. A un certo punto stavamo per perdere Dybala, allora ci siamo mossi immediatamente e abbiamo rilanciato. Quando sei così sicuro di un giocatore, non puoi permetterti di perderlo, anche a costo di pagarlo leggermente di più. Quei soldi sono comunque un investimento e il fatto che Dybala abbia raddoppiato il suo valore in dodici mesi ne è la dimostrazione”.

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