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CALCIO: MILAN-REAL MADRID

Ci siamo quasi, mancano ormai soltanto pochi giorni alla finale di Champions League tra Real e Atletico, derby tutto spagnolo tra i due club di Madrid, rivincita di quello andato in scena nell’edizione 2014 allo stadio Da Luz di Lisbona. Milano si prepara dunque ad ospitare l’atto conclusivo della più importante competizione continentale, ricordando con nostalgia i tempi in cui il calcio italiano era ai vertici; esattamente il 28 maggio 2003, Milan e Juventus si contesero la coppa al termine di 120′ infiniti che videro la loro degna conclusione nell’appassionante sfida ai calci di rigore nella splendida cornice dell’Old Trafford di Manchester.

Protagonista del successo rossonero fu Andrij Shevchenko, oggi vice ct dell’Ucraina. Intervistato da “Il Giornale”, ha raccontato le emozioni di quella notte magica, ripercorrendo il percorso di avvicinamento al dischetto per quell’ultimo rigore decisivo che sancì la vittoria del Milan di Carlo Ancelotti. “Mentre mi avviavo da centrocampo pensavo solo a come avrei tirato quel rigore prima di incrociare gli occhi di Buffon senza più cambiare idea. E nel frastuono dello stadio non riuscivo a sentire il fischio dell’arbitro: perciò per 10 secondi guardavo prima l’arbitro e poi Buffon, ancora l’arbitro e poi Buffon. Fu una sfida epica, non bella esteticamente ma una battaglia tra due autentiche armate, le più forti e complete in quel momento in Europa. Finì ai rigori che sono un colpo al cuore per i tifosi e un dramma per chi perde. Il mio è un ricordo fantastico perché fu il primo successo europeo e perché fu una rincorsa lunga e complicata, iniziata col turno preliminare”.

Un percorso accidentato quello del Milan, che in semifinale ebbe la meglio sui cugini dell’Inter in una doppia sfida che ancora oggi resta tra le più avvincenti ed equilibrate di sempre. “Mai più vissuta una vigilia così nervosa e folle: tifosi eccitati, la città in ebollizione, i giornali che mettevano in discussione i due allenatori. Non fu un granchè dal punto di vista spettacolare, perdemmo alcuni anni di vita con la paratona di Abbiati su Kallon a pochi secondi dalla fine”. Nulla a che vedere con il Milan attuale, ancora una volta fuori dall’Europa, al centro di trattative serrate tra il presidente Berlusconi e alcuni possibili compratori esteri; una ferita aperta anche per Shevchenko, così come per i sostenitori rossoneri. “La vicenda mi procura molta tristezza. Mi dispiace per i tanti tifosi, per il buon nome del Milan e in particolare per il suo presidente. Ma sono sicuro che alla fine proprio Silvio Berlusconi troverà la via d’uscita”.

 

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