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Bonucci - Fonte Italia Twitter Ufficiale
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Bonucci – Fonte Italia Twitter Ufficiale

E’ giornata di conferenza stampa per l’Italia di Antonio Conte, al secondo giorno di raduno pre-Europeo in vista della sfida contro la Scozia, a Malta, in programma il 29 maggio alle 20.45. A parlare oggi Leonardo Bonucci, queste le sue dichiarazioni: “Noi del blocco Juve siamo pronti a metterci a disposizione del mister e dei nuovi compagni. Siamo un gruppo di grandi uomini oltre che di grandi calciatori. Il nostro obiettivo è quello di lavorare al meglio, metteremo la nostra mentalità a servizio della squadra. Dobbiamo e vogliamo continuare a sognare come abbiamo fatto alla Juventus. Vincere aiuta a vincere. Ora con la Nazionale partiamo in seconda o terza fila, se abbiamo un ranking basso un motivo c’è. Dobbiamo restare umili, lavorare e vedere quello che riusciremo a ottenere”.

MANCANZA DI TALENTI – “Una vittoria internazionale sarebbe la perfetta chiusura di un’annata stupenda. Dopo il Mondiale del 2006 questo decennio è stato in discesa a livello di talenti. Ce ne sono pochi, c’è mancanza di talenti e di giocatori che possono rimpiazzare i grandi campioni degli anni passati. Dobbiamo prendere esempio da altri paesi e iniziare da zero, c’è bisogno di lavorare nella crescita dei giovani italiani. E’ necessario costruire una squadra di calciatori esperti insieme a tanti giovani. Partiamo senza i favori del pronostico, proseguiremo un percorso di crescita che ci porterà agli Europei a fari spenti. Sta a noi trasformare questa squadra in una piacevole sorpresa”.

VENTURA – “Credo che il ct che verrà scelto dopo Conte debba continuare una strada tecnico-tattica ben precisa, da parte nostra avrà la massima disponibilità. A Ventura devo dire grazie perché ho giocato 38 partite su 38 sotto la sua guida. Ha avuto il coraggio di buttarmi nella mischia insieme a Ranocchia. Non posso che dire che se dovesse essere lui il prossimo ct porterebbe un’idea ben precisa di gioco ed è quello che serve a noi. La qualità non è il nostro miglior pregio e dunque dovremo ripartire dalla tattica e lui ha un’idea veramente forte da questo punto di vista”.

IL SOGNO – “Sogno un grande Europeo sia a livello personale che a livello di squadra. Il sogno è quello di arrivare più lontano possibile senza avere rimpianti dopo, ho una voglia matta di cominciare e di confrontarmi con le grandi Nazionali. Il problema principale in Italia è il dover far fronte sempre a delle aspettative. Dobbiamo sempre proteggere qualcosa o qualcuno. Anche alla Juve è successo in questa stagione quando abbiamo avuto il coraggio di rimettersi in discussione rimboccandoci le maniche per riprendere un cammino che ci ha portato alla vittoria. Questo percorso bianconero, con tanti giovani che hanno portato entusiasmo, deve essere d’esempio. Il mix tra giovani entusiasti e giovani consapevoli ci ha portato alla doppietta finale. Il coraggio della Juventus deve essere d’esempio. Ho un contratto lungo con la Juve e non vedo il motivo per cambiare visto che sto benissimo a Torino. A Marchisio ho promesso che porteremo tutte le sue caratteristiche in campo”.

L’ATTACCO E LE AVVERSARIE – “In attacco ci sono dei movimenti stabiliti e provati che possono mettere in difficoltà chiunque. E’ normale che da parte di tutti ci debba essere grande sacrificio e grande umiltà e queste sono caratteristiche che abbiamo. La difesa non è forte se l’attacco non aiuta col pressing e viceversa. Saremo un blocco di 23 giocatori più lo staff e il mister che lotteranno per un obiettivo. Vogliamo trasformare questo scetticismo iniziale in gioia. Contro la Scozia sarà importante ritrovare i giusti automatismi. Il Belgio è superiore, le altre due squadre hanno Ibrahimovic e l’aggressività. Sarà un girone difficile, ma noi daremo il massimo studiando i nostri avversari”.

PIRLO E BALOTELLI – “E’ il calcio fatto persona, Andrea non si discute. E’ normale che quando fai delle scelte sai quali conseguenze possono portarti, dispiace perché è anche un grande uomo spogliatoio e un simpaticone, al contrario di quanto trasmette all’esterno. Mario doveva essere intelligente a capire dove doveva cambiare e purtroppo non lo ha ancora fatto. Sarebbe stato importante solo se fosse venuto qui capendo che la squadra è sempre al primo posto davanti ai singoli. Qui non c’è tempo di essere prime donne, dobbiamo essere carrarmati pronti a mettersi a disposizione. Se avesse capito i suoi errori sarebbe diventato uno dei calciatori più forti al mondo”.

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