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Gian Piero Gasperini
Gian Piero Gasperini Fonte - Account Twitter @GenoaCFC
Gian Piero Gasperini Fonte - Account Twitter @GenoaCFC
Gian Piero Gasperini Fonte – Account Twitter @GenoaCFC

“Football Leader”, l’evento calcistico in corso ad Amalfi in questi giorni, vede la presenza di tanti protagonisti del nostro calcio che, lontano dallo stress e dalle pressioni del campionato, raccontano le loro impressioni su quanto accaduto durante la stagione appena conclusa. Tra gli ospiti, anche Gian Piero Gasperini, tecnico tra i più ambiti visto il probabile addio al Genoa nonostante un contratto in scadenza nel 2018, comunque non ancora ufficializzato dal presidente Preziosi; l’ultimo club sulle tracce del Gasp, pare ora essere l’Atalanta, che non confermerà Edy Reja nonostante l’ottimo torneo disputato.

In esclusiva ai microfoni di Sky Sport, Gasperini ha parlato di presente e futuro, soffermandosi in maniera particolare sulla vicenda che ha visto coinvolto il difensore del Genoa Armando Izzo, convocato in Nazionale da Conte per il pre raduno in vista degli Europei, ma travolto dall’ultimo caso di calcioscommesse in cui figura tra gli indagati con la pesante accusa di aver truccato due gare della stagione 2013/2014 ai tempi in cui militava nell’Avellino. “Izzo ha avuto un’infanzia difficile, ma sono convinto che venga fuori la sua innocenza. Non l’ho sentito ma gli ho mandato un sms per dimostrargli tutta la mia vicinanza in un momento così delicato. La sua, come quella di tutto il Genoa, è stata una stagione di alti e bassi ma con tante soddisfazioni, soprattutto nelle ultime giornate”. Proprio la sua seconda avventura in rossoblù potrebbe essere giunta nuovamente al capolinea, con Ivan Juric favorito a prendere il suo posto dopo aver ottenuto la promozione alla guida del Crotone. “Con Juric ho un rapporto stretto e ci sentiamo regolarmente (dopo aver appeso le scarpe al chiodo, il croato è stato per diverse stagioni il vice di Gasperini). Non so ancora dove andrò, sicuramente dove mi vorranno ma credo che gli allenatori non debbano essere visti solo come materia di scambio”.

 

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