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Jorge Resurrección Merodio meglio comosciuto come Koke, Atletico Madrid
Jorge Resurrección Merodio meglio comosciuto come Koke, Atletico Madrid
Jorge Resurrección Merodio meglio comosciuto come Koke, Atletico Madrid
Jorge Resurrección Merodio meglio conosciuto come Koke, Atletico Madrid

Koke racconta Simeone, il profeta del Cholismo: “Filosofia di vita, ci ha insegnato a vivere di partita in partita”, e azzarda sulla finale: “Abbiamo un vantaggio…”.

Dalle giovanili dei Colchoneros alle finali di Champions League. Koke è tutto questo e non solo, il canterano classe 1992 è soprattutto un predestinato del club ormai alla sua settima stagione con la maglia dell’Atletico Madrid. Speciale il suo idillio con El Cholo Simeone, il tecnico che ha rivoluzionato la squadra: “Ha cambiato la mentalità. Dei giocatori, ma soprattutto del club. C’era grande pessimismo, quasi una fatalità. Gli ultimi anni non erano stati granché positivi e la cosa aveva generato dubbi, insicurezza. Simeone ha convinto noi giocatori che eravamo bravi e il club che poteva aspirare a qualsiasi cosa. Ha iniziato con la teoria del ”partido a partido”, ogni gara da giocare come una finale, ed è stato fondamentale. Tutto l’Atletico ha creduto nel Mister, lui ha creduto in noi e la cosa ci ha portato dove siamo”.

KOKE E LA CHAMPIONS LEAGUE Queste le parole di Koke sulle colonne odierne  della Gazzetta dello Sport: “Il Cholismo? Una filosofia di vita applicata al calcio, nel quotidiano: non abbassare mai la guardia, intensità, fame di vittoria che pervade ogni partita, amichevoli comprese, allenamento da fare sempre al massimo, mentalità vincente – e sulla sfida contro il Real Madrid – Una nuova, grande, magnifica opportunità. Nessuna rivincita, perché nessuno può tornare indietro nel tempo e ridarci la finale di Lisbona. In noi c’è solo l’idea di fare la storia di questo club conquistando la prima Champions. La gente, il modo col quale ci hanno appoggiato dopo la partita: un affetto assoluto, indiscutibile senza rimpianti, né pensieri negativi”.

I numeri non fanno sperare l’Atletico Madrid, zero vittorie in due finali contro i dieci trionfi dei Blancos: “Sono numeri, statistiche che esistono per essere interrotte, cambiate. Partiamo con tutta la voglia e la speranza del mondo di tornare con la coppa. Io penso piuttosto al fatto che loro sono con Zidane da 5 mesi e noi con Simeone da quasi 5 anni. Zidane ha fatto un ottimo lavoro però è chiaro che Simeone ha un vantaggio in questo senso. Sarà una partita diversa, però speriamo che si chiuda con lo stesso risultato”.

Sull’eterno scontro tra calcio bailado e cholismo, Koke risponde: “Ogni club ha la sua filosofia. Il Barça vuole la palla, imporsi col gioco. La nostra è stare uniti, compatti per provare a partire bene in contropiede: ogni ideale merita rispetto, per fortuna non c’è un solo modo di giocare a calcio. Giochiamo per vincere gare e titoli e ora siamo a un passetto dal possibile successo in Champions, cosa per niente facile. Qualcosa di buono staremo facendo”, poi aggiunge sui singoli: “Torres? Fernando è tornato a casa. La sua professionalità è inattaccabile, qui al Milan o in Inghilterra. La differenze è che ora è felice. Il sentimento che ha sempre avuto per quello che per lui è e resterà il club della vita è enorme e non trascurabile: il ritorno l’ha trasformato. Ha fatto una stagione spettacolare. Mi avrebbe fatto piacere averlo con noi ad Euro 2016. Però queste sono scelte del ct”.

Chiosa finale sul dominio spagnolo in Europa: “Alla grande competitività della Liga. Il livello è molto alto e la cosa è positiva. Poi il fatto di comprare e vendere bene, l’arrivo di una grande generazione di calciatori. Ci sono diversi fattori ma il più rilevante è la difficoltà della Liga, espresso anche da questa finale: non c’era mai stato un derby in finale, è il 2° in 3 anni”.

Stefano Mastini