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van gaal giggs

L’addio di Louis van Gaal al Manchester United è stato accolto con gioia e giubilo dalla maggior parte dei tifosi e degli addetti ai lavori. Ma con ogni probabilità i più felici per l’addio del tecnico olandese saranno i giocatori in forza ai Red Devils, reduci da un biennio che spesso e volentieri ha rasentato la follia e che qualche volta ci è sprofondato completamente. Secondo quanto riportato dall’edizione online del Guardian, le stranezze – per usare un eufemismo – di van Gaal avrebbero ridotto lo United ad una sorta di armata brancaleone, in campo solamente per doveri contrattuali e senza un’idea comune che, si sa, sta alla base di ogni successo.

C’E’ POSTA PER TE – Ricordate la grande polemica montata in Italia per la famosa mail di Clarence Seedorf – allora allenatore del Milan – al suo vice Mauro Tassotti? Deve trattarsi di una consuetudine in Olanda, visto che Van Gaal, dall’alto della sua esperienza, ha fatto molto di più rispetto all’ex fuoriclasse di Milan e Real Madrid. Chi conosce van Gaal è pronto a giurare che sia un sergente, talmente schietto e diretto da non avere alcuna remore nel demolire un suo giocatore di fronte al resto del gruppo. Evidentemente la musica deve essere cambiata col passare degli anni, perchè quanto ideato da Van Gaal al Manchester United è incredibile: il tecnico era solito mandare mail ai propri giocatori con allegati precisi rapporti su errori e difetti riscontrati, il tutto corredato da video come testimonianza del buon occhio dell’allenatore. Non sarebbe una cosa poi così scandalosa, non fosse che prevedendo lo scarso successo della propria idea, ogni mail aveva “in dotazione” uno speciale software in grado di registare non solo l’avvenuta lettura del messaggio, ma anche la permanenza del lettore davanti allo schermo. In principio la maggior parete dei giocatori neanche apriva la mail del manager olandese, salvo poi scoprire del software in questione e optare per la soluzione “Apro la mail e per venti minuti non uso il telefono”.

PALLONE MIO, DECIDO IO – Nel secondo capitolo di “Eccezzziunale veramente”, Diego Abatantuono sogna di allenare il Milan e di rivoluzionare i ruoli di alcune stelle di allora: da Dida centravanti perchè brasiliano a Shevchenko portiere in quanto di scuola sovietica come Lev Yashin. Che c’entra con van Gaal? Chiedete ad Ashley Young. L’esterno inglese, si è imposto all’attenzione dei grandi club giocando da esterno d’attacco o di centrocampo con la maglia dell’Aston Villa. Lo stesso ruolo in cui ha giocato anche nel Manchester United fino all’arrivo di Van Gaal. Il tecnico olandese lo scorso anno, anche per mancanza di alternative, lo reinventò terzino sinistro, all’occorrenza fluidificante, con buoni risultati. Quest’anno i piani per Young ad inizio stagione erano diversi: il trentenne inglese sarebbe dovuto essere il centravanti atipico di Van Gaal. Una sorta di falso nueve in salsa olandese.

INTEGRALISMO –  Secondo la filosofia di calcio dell’ormai ex mister del Manchester United, l’attaccante deve ricevere palla al limite dell’area, cederla ad un compagno ed inserirsi in attesa del passaggio di ritorno. Tutto bello, peccato che per esempio una conclusione di prima intenzione non sia quasi mai contemplata: in avvio di stagione anche un fuoriclasse come Rooney ha provato ad assecondare l’allenatore rinunciando a botte al volo o di prima intenzione per stoppare il pallone e, eventualmente,  servire un compagno meglio posizionato. Dopo qualche gol divorato in questo modo, quasi tutti i giocatori hanno iniziato a fare di testa propria. Quasi, appunto, perchè altri sono diventati dei fedelissimi del mister: Schweinsteiger e Fellaini per esempio, non contestando praticamente mai i dettami di Van Gaal, sono entrati nelle sue grazie e salvo infortuni e squalifiche sono sempre stati presi in considerazione. Lo stesso non si può dire di Depay, che come Di Maria l’anno prima ha molto faticato a rispettare i rigidi schemi imposti dall’olandese. Risultato? Al primo errore decisivo è stato spedito il giorno dopo a giocare con le riserve. Chissà che un nuovo allenatore non possa rilanciare il talentuoso ex giocatore del Psv.

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