Ancelotti: “Quando ho rivisto la gara di Istanbul ho rotto la tv”

Ancelotti: “Quando ho rivisto la gara di Istanbul ho rotto la tv”

Ancelotti told he cannot leave PSG for Real Madrid - video

Se c’è una partita che nessuno scorderà mai e ovviamente i tifosi milanisti in primis, questa è Milan-Liverpool, la finale di Champions League che si è giocata ad Istanbul nel 2005. Il Milan ha dominato quella partita e si era portato in vantaggio di tre reti all’intervallo prima di subire la clamorosa rimonta dei Reds nella ripresa che alla fine alzeranno la coppa dalle grandi orecchie dopo aver trionfato ai calci di rigore.

L’allenatore di quel Milan era Carlo Ancelotti, che ha ammesso di aver rivisto quella partita in tv, ma non interamente: “Ho rivisto la partita ma solo il primo tempo, perché nel secondo ho rotto la tv“. Nel corso di un’intervista a “Goal.com”, il prossimo tecnico del Bayern Monaco racconta quella notte drammatica per i colori rossoneri: “Avevamo giocato molto bene nel primo tempo ed eravamo concentrati anche per la ripresa. Durante l’intervallo non c’è stata alcuna festa come invece hanno detto in tanti, ho solo parlato per pochi minuti con i giocatori dicendo loro di restare concentrati e di giocare nel secondo tempo come nel primo”. Furono sei i minuti fatali al Milan che prese tre gol in questo breve lasso di tempo e Ancelotti lo ripercorre così: “Fu impossibile cambiare qualcosa in quei sei minuti, e solo dopo che quell’incubo passò, la squadra riprese a giocare. Purtroppo non ho avuto l’occasione di fare dei cambi in quei minuti e ho dovuto aspettare che finisse tutto facendo dei cambi solo in vista del finale di gara per avere in campo dei giocatori freschi”. Il rammarico dell’ex tecnico del Real Madrid è immenso: “Nella mia carriera ho giocato tante finali e ne ho vinte alcune, ma quella giocata meglio è quella persa di Istanbul. Tranne quel blackout, abbiamo giocato benissimo nel primo tempo e bene nella ripresa e nei supplementari”. I calci di rigore furono però fatali e, in un certo senso Ancelotti se lo immaginava anche: “Quando arrivammo ai rigori, fu impossibile vincere. I giocatori non erano più lucidi, non riuscivano a capire come fosse stato possibile che fossimo arrivati ai rigori, dopo una partita giocata così bene. Non avevamo più la testa sgombra per calciare i rigori e gente capace di tirare molto bene i rigori è andata ko dal punto di vista psicologico”. Non a caso, rigoristi affermati e grandissimi campioni come Pirlo e Shevchenko furono ipnotizzati e consegnarono la coppa al Liverpool di Rafa Benitez.