Le parole di Marchetti, Sirigu e Meret: “Buffon insuperabile”

Le parole di Marchetti, Sirigu e Meret: “Buffon insuperabile”

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Presso la sala conferenze del Centro Tecnico Federale di Coverciano i tre portieri Federico Marchetti, Salvatore Sirigu e Alex Meret hanno tenuto una conferenza stampa, parlando delle loro emozioni e degli obiettivi di quest’Italia in vista dell’Europeo di Francia 2016.

SALVATORE SIRIGU- “Spero di non essere l’unico rappresentante del PSG, perché per l’esperienza di Thiago sarebbe molto utile. Non so a livello medico come sta, ma lui ha tutta la voglia di essere presente all’Europeo. Penso che per me è fondamentale fare quello che ho fatto fino a ora, ho giocato poco ma mi sono sempre fatto trovare pronto. Io devo cercare di restare sempre concentrato, così è stato al PSG e spero di esserlo anche in Nazionale in caso di chiamata. Penso che quando passi un’annata come la mia la parte economica viene meno, la priorità andrà ad altre questioni. Credo che per me e per gli altri portieri scalfire la certezza di Buffon è quasi impossibile ma io sono molto contento di quanto ho fatto per la Nazionale, Quando penserò a questo percorso l’orgoglio di aver giocato con Buffon sarà maggiore di ogni altra cosa. Saranno ricordi sicuramente belli. Quando sei in Nazionale giocare è importante ma per un portiere è diverso. In Francia stanno preparando tutto benissimo anche al livello di sicurezza. Siamo super controllati, talmente tanto che non ti rendi nemmeno conto di stare in un momento di tensione. Non ci sarà da preoccuparsi. La Francia vuole dimostrare di essere un paese forte che risponde al meglio a quello che è successo a gennaio.

FEDERICO MARCHETTI- “Sicuramente con Conte stiamo lavorando con grande intensità. Il mister sa sicuramente cosa c’è da fare perché ha vinto tanto con la Juve e chi vince ha sempre ragione. Il gruppo è con lui e stiamo lavorando con grande entusiasmo. Non è stato un Mondiale felice per tutti e soprattutto per me. I ricordi sono sia belli che meno belli. Di quell’annata lì mi ricordo quello che ho passato successivamente, ovvero l’anno passato ai margini a Cagliari. Passare dal Mondiale a essere il quarto portiere senza motivo è stata dura. Il Mondiale l’avevo metabolizzato bene in confronto all’esperienza al Cagliari. Alla base di come intendo io il calcio c’è l’allenamento. Quando uno si allena bene la partita rispecchia quello che uno fa durante la settimana. Io mi alleno sempre al massimo cercando di imparare ogni giorno. Essere qui è un onore e non ci sono problemi sul ruolo. Ho cercato di fare quello che ho sempre fatto. Nelle occasioni in cui potevo dimostrare ho fatto vedere che stavo bene dopo i problemi di agosto e a dicembre. Questo è stato fondamentale. Ci credevo e ci speravo e poi la scelta è stata questa e sono contento. Le gerarchie sono stabilite. Sirigu è qui da un sacco di anni, ha sempre fatto bene e credo sia questo. Purtroppo per Mattia Perin c’è stato l’infortunio, dispiace ma il calcio è così. Sono qui per sostituirlo. Gli auguro di tornare presto al meglio. Prandelli è un ottimo allenatore ma è presto per parlarne. Vediamo cosa succederà. Il livello degli attaccanti è talmente alto che è difficile fare nomi. Dobbiamo stare attenti a tutti”.

ALEX MERET- “E’ un’esperienza bellissima e una chiamata inaspettata. E’ una doppia emozione per me per imparare da campioni incredibili. Una grande opportunità, cercherò di dare il massimo e imparare il più possibile. Spero di trovare continuità nelle partite visto che quest’anno mi è mancata. Spero di trovare una squadra per giocare con continuità. E’ una grande fortuna allenarmi con campioni come loro. Posso osservarli e cogliere tutto quello di positivo che mi possono trasmettere. Mi danno tanti suggerimenti e mi fanno sentire parte del gruppo. Questo mi aiuta a lavorare al meglio. Un modello a cui mi ispiro? Come tutti i bambini il modello è stato Buffon, che era già il portiere della Nazionale quanto ero bambino. Come modello non ho nessuno di preciso ma cerco di cogliere il meglio da tutti. Di Buffon vorrei prendere la personalità, è un fattore molto importante come la sicurezza tra i pali. Di Marchetti mi piace molto il fatto che attacca il pallone sempre e le uscite. Di Sirigu vorrei prendere un po’ tutto da un punto di vista tecnico”.